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Riscaldamento condominiale: nuove regole, normativa e bonus

· admin

Cosa s’intende quando si parla di riscaldamento condominiale e quali sono le regole per il 2024/2025? Per quest’anno occorre rifarsi al Piano Riscaldamento del Ministero della Transizione Ecologica, che intende limitare i consumi energetici alla luce dei rincari del gas e della crisi delle forniture. Il piano di contenimento dei consumi di gas dovrà essere applicato agli edifici pubblici, ai condomini e alle abitazioni private e prevede limiti di temperature negli ambienti chiusi, riduzione oraria dell’accensione, nel rispetto delle fasce climatiche previste nel nostro paese. Il piano sarà approvato con un decreto ad hoc ed è possibile visionarlo qui. In questo articolo c’è tutto quello da sapere sul riscaldamento condominiale: dalla ripartizione spese alla quota fissa, dalle regole della normativa allo svuotamento dell’impianto, dall’orario per la legge a cosa fare se il condominio non accende il riscaldamento. Sul nostro sito, inoltre, c’è una pagina speciale con tutte le regole sulle cassette postali condominiali.

Come funziona il riscaldamento centralizzato con contacalorie? 

Il primo argomento da trattare in tema di riscaldamento è legato alla centralizzazione degli impianti. A tal proposito, gli elementi come: la caldaia, le tubature, gli allacci di diramazione sono considerati per legge parti comuni del condominio e perciò seguono le normative relative alla gestione delle parti comuni.

In passato questo tipo di riscaldamento si attivava in tutto l’edificio per alcune ore stabilite in modo da mantenere una temperatura costante in tutti gli appartamenti e nessuno poteva modificare le modalità di funzionamento a proprio piacere.

Dal 2016, però, con una direttiva europea (2012/27/EU) le regole sono cambiate e il riscaldamento condominiale è regolato da apposite valvole termostatiche, da montare obbligatoriamente su tutti i termosifoni, per evitare di incorrere in salate sanzioni. Queste valvole permettono di poter modificare la temperatura del proprio appartamento in maniera autonoma e secondo le proprie esigenze, da parte di ogni singolo condomino.

L’accensione del contacalorie permette la verifica con precisione dei consumi dei singoli locali permettendo di pagare solo il consumo effettivo per unità.

Riscaldamento condominiale: cosa servono e cosa sono i contabilizzatori

Un ulteriore elemento da installare obbligatoriamente sui termosifoni degli appartamenti del condominio è il contabilizzatore. Ma cos’è e a cosa serve? Nonostante si chiami contabilizzatore, questo apparecchio non rileva effettivamente il calore prodotto dal termosifone, ma solo una stima in base alla differenza della temperatura del calorifero e quella della stanza.

Il funzionamento è più o meno questo: il contabilizzatore si attiva quando il termosifone raggiunge una temperatura di 23 gradi e la differenza di temperatura tra quest’ultimo e l’ambiente della stanza si aggira intorno a 4,5 gradi.

Due modelli di contabilizzatore:

  1. Contabilizzatore ad una sonda: più economico, non riesce a calcolare l’effettiva temperatura dell’ambiente esterno per questo la imposta di default a 20 gradi;
  2. Contabilizzatore a due sonde: più preciso, è in grado di verificare l’effettiva differenza di temperatura tra calorifero e ambiente in modo da programmare l’accensione.

Quando si accende il riscaldamento condominiale? Orari, date e regole:

È vero che ogni condomino può gestire la temperatura del proprio appartamento, ma vivendo in condominio, il riscaldamento è centralizzato e perciò l’accensione è soggetta alla legge nazionale (L. 10/1991 e D.P.R. 412/1993). Inoltre, è previsto un Piano Riscaldamento ad hoc per contingentare le spese relative al consumo energetico. 

Innanzitutto la legge stabilisce la temperatura massima entro cui regolare i termostati:

  • entro i 20 gradi in case private, scuole, uffici, con un margine di altri 2 gradi, perciò fino a 22 gradi;
  • fino a 18 gradi nei fabbricati industriali e artigianali.

La legge, infine, regolamenta l’accensione in base alle zone della nostra penisola e alle relative condizioni climatiche.

Il territorio può essere diviso in 6 zone e per ognuna è stabilita la durata massima di accensione dei riscaldamenti in base al fabbisogno termico delle diverse località.

Riscaldamenti a Roma 2024-25

Da venerdì 15 novembre i cittadini romani potranno accendere i termosifoni. In risposta alle esigenze di contenimento energetico e tutela dell’ambiente, il Sindaco Roberto Gualtieri ha infatti firmato l’ordinanza n. 124 del 30.10.2024 con la quale disciplina periodo, orari di funzionamento e temperature di esercizio per tutti gli impianti di riscaldamento presenti sul territorio capitolino. 

La stagione del riscaldamento a Roma 2024-2025 prevede:

  • periodo di funzionamento: tra il 15 novembre 2024 e il 7 aprile 2025;
  • accensione impianti per un massimo di 11 ore giornaliere comprese tra le ore 5 e le ore 23 di ciascuno giorno; per gli Uffici dell’Amministrazione Capitolina per un massimo di 10 ore giornaliere;
  • riduzione di 1°C della temperatura: 17° C +2° C di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili e 19° C +2° C di tolleranza per tutti gli altri edifici.

Periodo di accensione e tetto massimo di ore non valgono per strutture sanitarie, case di riposo, scuole materne e nidi, piscine e saune, sedi diplomatiche non ubicate in edifici condominiali.

Accensione riscaldamenti a Milano 2024/2025

Nel territorio comunale di Milano il funzionamento di tutti gli impianti termici viene regolamentato come segue:

  • periodo di accensione: dal 15 ottobre 2024 al 15 aprile 2025;
  • ore giornaliere massime consentite: 13, dalle 5:00 alle 23:00;
  • temperatura massima consentita: 19°C + 2°C di tolleranza per tutti gli edifici a esclusione di quelli adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili, il cui limite rimane invariato a 18°C+ 2°C di tolleranza.

Al di fuori del periodo di accensione consentito e senza alcuna ulteriore disposizione delle Autorità, gli impianti termici possono essere attivati dal Responsabile solo in presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino l’esercizio e, comunque, per una durata giornaliera non superiore alla metà di quella consentita in via ordinaria (7 ore). Il periodo e le temperature regolamentati non si applicano ad alcuni edifici quali, tra gli altri, gli ospedali, le cliniche, le case di riposo, le scuole dell’infanzia e i nidi d’infanzia.

Accensione e spegnimento riscaldamento 2024/25 in tutta Italia

 
ZONA CLIMATICAPERIODO ACCENSIONE-SPEGNIMENTOORARIO
ZONA F
(Trento e zone alpine)
Nessun limiteNessun limite
ZONA E
(Milano, Torino, ecc.)
Dal 15 ottobre al 15 aprile14 ore al giorno
ZONA D
(Roma, Pescara, ecc.)
Dal 1° novembre al 15 aprile12 ore al giorno
ZONA C
(Napoli, Caserta, ecc.)
Dal 15 novembre al 31 marzo10 ore al giorno
ZONA B
(Palermo, Trapani, ecc.)
Dal 1° dicembre al 31 marzo8 ore al giorno
ZONA A
(Lampedusa, Sud e Isole)
dal 1° dicembre al 15 marzo6 ore al giorno

Bonus riscaldamento 2023: come funziona

Il bonus riscaldamento 2023 è un sostegno economico destinato a tutte le famiglie che non beneficiano del bonus sociale bollette e che si trovano ad affrontare l’aumento del costo dei servizi energetici. Lo Stato ha messo in bilancio un budget di circa un miliardo di euro per dare la possibilità a determinate famiglie di passare l’ultimo trimestre dell’anno con qualche rincaro in meno sulla bolletta. Chi può beneficiare del bonus riscaldamento 2023? Non esiste un limite imposto circa il reddito e per questo motivo tutte le famiglie ne possono beneficiare. Ma come funziona il bonus? Il contributo del bonus riscaldamento 2023 è finalizzato ad aiutare le famiglie a ottobre novembre e dicembre, cioè nei mesi in cui il freddo inizia a farsi sentire. Lo Stato dovrebbe pagare la differenza qualora la media dei prezzi giornalieri del gas naturale sul mercato all’ingrosso supererà una soglia specifica, ossia 45 euro al megawattora. Le famiglie si ritroveranno il contributo erogato direttamente sull’utenza elettrica.

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Accensione e spegnimento riscaldamento 2023/24 in tutta Italia

 
ZONA CLIMATICAPERIODO ACCENSIONE-SPEGNIMENTOORARIO
ZONA F
(Trento e zone alpine)
Nessun limiteNessun limite
ZONA E
(Milano, Torino, ecc.)
22 ottobre – 07 aprile13 ore al giorno
ZONA D
(Roma, Pescara, ecc.)
08 novembre – 07 aprile11 ore al giorno
ZONA C
(Napoli, Caserta, ecc.)
22 novembre – 23 marzo9 ore al giorno
ZONA B
(Palermo, Trapani, ecc.)
08 dicembre – 23 marzo7 ore al giorno
ZONA A
(Lampedusa, Sud e Isole)
08 dicembre – 07 marzo5 ore al giorno


Piano Riscaldamento: cosa cambia

Il Piano Riscaldamento sarà attuato entro settembre 2022. Il piano prevede le seguenti regole in merito alla gestione del riscaldamento condominiale, pubblico e privato:

  • Termosifoni con 1° in meno: i termosifoni dovranno essere regolati sui 19°, invece che 20°;
  • Periodo di accensione: rimarrà valida la suddivisione del territorio in 6 zone climatiche ma l‘avvio degli impianti sarà ridotto di 15 giorni, con 8 giorni di posticipazione dell’accensione e 7 giorni di spegnimento anticipato rispetto alle regole generali. Verrà altresì diminuita di 1h l’accensione giornaliera. 

Per quanto riguarda i controlli da parte delle autorità, questi saranno effettuati su edifici pubblici, impianti condominiali, locali commerciali, attraverso il rilevamento dei dati giornalieri di consumo. Non sono previste sanzioni per chi non aderisce alle misure di risparmio energetico dettate dal governo. Vuoi sapere tutto sulle regole condominiali o cerchi un nuovo amministratore di condominio? Iscriviti ora su Condexo. 

Fasce climatiche secondo il Piano di Accensione

Il piano prevede delle indicazioni in deroga alle normali regolamentazioni degli orari e periodi di accensione, nel rispetto delle 6 fasce o zone climatiche:

  • Zona A: massimo 5 ore al giorno dall’8 dicembre al 7 marzo;
  • Zona B: massimo 7 ore al giorno dall’8 dicembre al 23 marzo;
  • Zona C: massimo 9 ore al giorno dal 22 novembre al 23 marzo;
  • Zona D: massimo 11 ore al giorno dall’8 novembre al 7 aprile;
  • Zona E: massimo 13 ore al giorno dal 22 ottobre al 7 aprile;
  • Zona F: non sono previste limitazioni. 

I comportamenti virtuosi che influenzano le bollette

L’emergenza energetica e l’aumento delle spese per il gas dovranno essere affrontati con norme strutturali da parte dei Governi e degli enti sovranazionali, ma tutti noi possiamo mettere in pratica dei comportamenti virtuosi utili sia al contenimento delle spese che all’ambiente. Di seguito alcune azioni, a costo zero, da poter mettere subito in pratica:

  • riduzione della temperatura e della durata delle docce;
  • l’abbassamento del fuoco dopo l’ebollizione e la riduzione del tempo di accensione del forno;
  • l’utilizzo di lavastoviglie e lavatrice a pieno carico;
  • il distacco della spina di alimentazione della lavatrice quando non in funzione;
  • lo spegnimento o l’inserimento della funzione a basso consumo del frigorifero quando in vacanza;
  • non lasciare in stand by TV, decoder e altri elettrodomestici;
  • Accendere le luci solo quando necessario.

A questi possiamo aggiungere, laddove possibile, la sostituzione di vecchi elettrodomestici con nuovi a basso consumo. Stesso discorso per le lampadine, dove è meglio utilizzare quelle a LED. Sul nostro sito trovi anche l’articolo con tutte le informazioni e le regole sul bonus ristrutturazioni.

Riscaldamento condominiale: ripartizione spese e quota fissa

Dato che con l’introduzione delle valvole termostatiche ognuno può regolare la temperatura autonomamente, come funziona il pagamento delle spese condominiali riscaldamento?

Ogni condomino è chiamato a pagare secondo la seguente ripartizione:

  • una quota fissa calcolata sui millesimi termici dei metri quadrati dell’appartamento, oppure dei metri cubi, oppure in base alla potenza dei termosifoni installati;
  • una quota variabile in base all’effettivo consumo di energia. Generalmente si attesta tra i 50% e il 70% del totale.

L’accensione del riscaldamento condominiale centralizzato spetta, ovviamente, all’amministratore. La mancata accensione, di solito, è conseguente alla mancanza di fondi a causa di condomini morosi. In questo caso cosa prevede la legge? Sono previste delle sanzioni per la mancata accensione dei riscaldamenti?

Il regolamento condominiale prevede in questi casi di indire un’assemblea e trovare un accordo. Se la soluzione non si risolve e non viene colmata la mancanza di fondi condominiali, è bene procedere intentando una causa contro i condòmini morosi per la somma anticipata per loro conto.

Come staccarsi dal riscaldamento condominiale

Le domande che vengono poste più spesso quando si parla di riscaldamento condominiale sono: “ci si può staccare dall’impianto di riscaldamento condominiale e se sì, come? Il distacco di un condomino dal riscaldamento condominiale centralizzato è possibile in due casi:

  1. Se tutti i condòmini si dichiarano favorevoli a tale azione;
  2. Se non tutti i condòmini sono favorevoli, ma l’interessato dimostra che il distaccamento non provocherà danni collaterali come: un aumento dei costi di gestione, un danneggiamento dell’equilibrio termico dell’edificio o della funzionalità degli impianti.

Affinché l’operazione di distaccamento vada a buon fine è opportuno rivolgersi ad una ditta specializzata che provvederà ad indicare tempi e modalità di esecuzione. Mediamente il costo per il distacco va dai 4.000 ai 9.000 euro, a seconda dell’impianto scelto, mentre le tempistiche, tra sopralluogo e rilascio del certificato, possono variare tra i 10 e i 15 giorni.

L’ultima cosa che necessariamente bisogna sapere è che: il distaccamento non comporta l’annullamento delle spese di manutenzione straordinaria e di messa a norma degli impianti. I costi legati invece ai consumi non dovranno più essere corrisposti.

Costi riscaldamento condominiale: i consigli per risparmiare

E’ normale che i costi del gas si alzino durante la stagione invernale per l’utilizzo più frequente degli impianti. Ma n questo articolo offriamo una serie di consigli per risparmiare sui costi del riscaldamento condominiale. Ecco come fare:

  • Regola i termosifoni in base alle tue esigenze
  • La temperature consigliata è 19 gradi
  • Inserisci pannelli isolanti dietro i caloriferi
  • Serve mantenere la corretta umidità nell’immobile
  • Attiva il riscaldamento nei giorni e nelle ore consentite nella tua zona climatica
  • Sfrutta le valvole termostatiche
  • Non attivare i termosifoni nelle zone della casa poco frequentate
  • Controlla periodicamente la caldaia
  • Migliora l’isolamento termico dell’immobile: dagli infissi al cappotto
  • Non arieggiare nelle ore più fredde
  • Fai entrare il sole nelle ore più calde

Le 5 cose da sapere sul riscaldamento condominiale:

  1. Le manopole di contabilizzazione del calore non devono essere azionate. Una volta effettuata l’installazione della valvola al calorifero, questa si attiverà automaticamente una volta accesa la caldaia;
  2. La temperatura dei caloriferi all’interno delle stanze di un’abitazione possono essere diverse. Grazie alle manopole di contabilizzazione infatti il condomino può decidere autonomamente a che livello fissare i caloriferi (da 0 a 5);
  3. Gli impianti di riscaldamento devono essere manutenuti periodicamente. Il compito di verificarne le condizioni e di contattare i tecnici spetta all’amministratore di condominio;
  4. Una volta spento l’impianto di riscaldamento posizionare tutte le manopole termostatiche in corrispondenza del valore di massima apertura (5). Questo permette di ridurre la formazione di sedimenti. Così facendo, non si andrà a compromettere il funzionamento dell’impianto quando la caldaia verrà riaccesa l’anno successivo;
  5. Verificare lo stato di isolamento della propria abitazione evita di incorrere in dispersioni di calore e quindi esporsi eccessivi di denaro.

Svuotamento impianto riscaldamento condominiale: come funziona

Nei condomini può presentarsi l’esigenza di dover svuotare l’impianto di riscaldamento centralizzato per permettere a una o più unità abitative di eseguire dei lavori di ristrutturazione, manutenzione delle valvole, spostamento e/o sostituzione dei termosifoni.

Solitamente questo tipo di intervento viene effettuato alla fine della stagione termica della Zona di appartenenza del condominio. Ad intervenire è una ditta specializzata che dovrà svuotare l’impianto e riempirlo di nuovo al completamento degli interventi di manutenzione previsti.

Chi paga lo svuotamento dell’impianto di riscaldamento? La ripartizione delle spese dipende dalle esigenze condominiali e personali: se a dover intervenire è solo un condomino, o comunque alcuni condòmini, per esigenze personali, i costi saranno a loro imputanti. Il costo di svuotamento e successivo riempimento degli impianti può essere imputato a tutto il condominio se il lavoro è stato approvato in assemblea per lavori di manutenzione.

Gli esperti raccomandano di non effettuare troppo frequentemente l’operazione di svuotamento, perché l’attività potrebbe portare al deperimento dei materiali dell’impianto di riscaldamento.

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