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Indagine Condexo: caro bollette le rinunce degli italiani

L’indagine di Condexo su come gli aumenti di elettricità e gas impattano sulle abitudini delle famiglie: il 25% rinuncerà a gite ed eventi culturali

Contro il caro bollette gli italiani scelgono di spegnere le luci, di rinunciare alla colazione al bar e a una parte degli abbonamenti alle piattaforme streaming. E’ quanto emerge da un’indagine condotta da Condexo, azienda che si occupa di gestioni condominiali, che ha deciso di sondare l’opinione delle famiglie alle prese con gli aumenti dei costi di elettricità e gas. 

Caro bollette: elettricità +68%, gas +64%

Il nuovo anno per gli italiani si è aperto con una stangata: dal primo gennaio sono scattati gli aumenti che per il primo trimestre saranno del +55% per l’elettricità e +41,8% per il gas. Secondo la stima dell’Arera, l’Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente, le nuove tariffe si tradurranno in una spesa per la famiglia-tipo di: +68% per la bolletta elettrica (circa 823 euro); +64% per la bolletta del gas (circa 1560 euro).

Un caro bollette che peserà “molto” sull’economia familiare per il 75% degli intervistati da Condexo; “abbastanza” per il restante 25%. A pesare di più per il 60% dei 640 che hanno risposto al sondaggio il rincaro sull’elettricità.

Così per risparmiare il 50% degli italiani intervistati sceglie di tenere meno luci accese in casa; il 44% farà invece un uso minore degli elettrodomestici, per far fronte al caro bollette meno lavatrici e lavastoviglie. Tra i rimedi il 25% degli intervistati ha dichiarato che sostituirà le vecchie lampadine con quelle a basso consumo; il 6% pensa invece di sostituire i vecchi elettrodomestici; il 3% l’impianto di riscaldamento. Solo il 19% è disposto ad abbassare le temperature dei termosifoni sotto i 22° nonostante ad ogni grado in meno rispetto a questo livello corrisponda un risparmio compreso tra i 6% e il 10% sul consumo. Per il 44% meglio optare per la minor dispersione del calore in casa: infissi ben chiusi, ambienti isolati e porte serrate, niente panni sui termosifoni da sottoporre a manutenzione insieme alla caldaia.

Effetto Draghi : la stangata sulle bollette provocherà la fuga dai ristoranti, cinema e teatri

Secolo d’Italia – indagine Condexo

Caro Bollette, le rinunce degli italiani

La Repubblica – indagine Condexo

Caro Bollette le stragegie degli italiani contro i rincari

Adnkronos – indagine Condexo

Perchè sono aumentate le bollette di luce e gas

Gli aumenti delle bollette di elettricità e gas sono da imputare essenzialmente a due fattori: il trend di forte crescita delle quotazioni internazionali delle materie prime energetiche e del prezzo della CO2.

In particolare, il prezzo spot del gas naturale al TTF (il mercato di riferimento europeo per il gas naturale) è aumentato, da gennaio a dicembre di quest’anno, di quasi il 500% (da 21 a 120 €/MWh nei valori medi mensili); nello stesso periodo, il prezzo della CO2 è più che raddoppiato (da 33 a 79 €/tCO2).

La crescita marcata dei costi del combustibile e della CO2 si è riflessa, quindi, nel prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso (PUN) che, nello stesso periodo, è aumentato di quasi il 400% (da 61 a 288 €/MWh nei valori medi mensili).

Analoghe ripercussioni sui prezzi per i consumatori finali si sono registrate in tutta Europa. Con riferimento al primo trimestre 2022, i prezzi a termine rilevati nel mese dicembre non segnalano ancora un’inversione di tendenza, attestandosi per il gas naturale intorno ai 118 €/MWh e per l’energia elettrica intorno ai 300 €/MWh.

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La panchina rossa di Condexo: l’impegno contro la violenza sulle donne

Nella storica Villa Paganini l’opera d’arte realizzata dallo street artist Amars su iniziativa di Condexo: “Abbiamo scelto un artista uomo perché il tema non è solo al femminile”

Anche la storica Villa Paganini di Roma ha la sua panchina rossa, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Si tratta di un’opera d’arte realizzata da Amars, noto street artist romano attivo sin dagli anni ‘90, su iniziativa di Condexo. L’interpretazione della panchina rossa di Amars è travolgente, cruda e diretta: sullo schienale dell’arredo urbano la scritta “you destroyed me” (“mi hai distrutto”) che appare come un vero e proprio livido sul corpo di una donna vittima di violenza. Realizzata con la tecnica delle bombolette spray ma con una forza realistica incredibile, capace di scuotere le coscienze e sensibilizzare tutti su un fenomeno dalle dimensioni davvero gravi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa 1 donna su 3; in Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Sulla panchina anche il 1522, il numero gratuito e attivo 24h su 24 che accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking. 

La panchina rossa di Villa Paganini, inaugurata oggi 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è un’iniziativa promossa da Condexo: l’azienda che ha sviluppato un innovativo software per la gestione condominiale e che, proprio nella storica villa romana, nel settembre scorso ha sponsorizzato anche il lancio delle coccinelle nell’ambito del progetto ‘Coccinella Libera Tutti’ per salvare dieci giovani pini dalla cocciniglia tartaruga. Un impegno che travalica quello dei condomini: “In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne abbiamo ritenuto fondamentale dare il nostro contributo per sensibilizzare la collettività su un fenomeno che ancora oggi nella nostra società è purtroppo presente con numeri preoccupanti” – hanno dichiarato Clarissa D’Artibale, Serena Quaglia e Alessandra Valenti, Project Manager di Condexo. “Abbiamo scelto di avvalerci della della collaborazione di Arte e Città a Colori e della sapienza artistica di Amars, scegliendo quindi un uomo per realizzare la panchina rossa di Villa Paganini, per far passare forte e chiaro il messaggio che la violenza sulle donne non è una questione al femminile. Tutti dobbiamo impegnarci per arginare questo odioso fenomeno e dire stop alla violenza sulle donne. Invitiamo le vittime di violenza e stalking a non avere paura e, in caso di bisogno, chiamare il 1522”. 

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Superbonus, numeri ed opportunità: guida per amministratori di condominio

Superbonus tra numeri e opportunità: “Così il Paese può crescere e diventare più green”

Nel corso della conferenza organizzata da Condexo il confronto tra general contractor, ingegneri, tecnici esperti ed amministratori di condominio

“Superbonus, numeri ed opportunità. Guida per gli amministratori di condominio”. E’ questo il titolo della conferenza organizzata da Condexo, azienda nel campo del proptech che ha sviluppato un innovativo software per la gestione condominiale, per esplorare e approfondire tutti gli aspetti della misura di incentivazione ad un anno dalla sua introduzione. L’incontro, negli spazi di Wire Coworking, il coworking di Roma in zona Ostiense, e trasmesso in diretta streaming dal media partner Eurocomunicazione, è stato l’occasione per un confronto tra general contractor, ingegneri, tecnici esperti ed amministratori di condominio. 

Superbonus, numeri ed opportunità: il Green Deal

Tra i protagonisti Alfredo Ingletti, presidente di 3TI Progetti, società di ingegneria che offre da oltre 20 anni servizi di consulenza nella pianificazione, progettazione e project & construction management. Ingletti, intervenuto nel ruolo di relatore, ha illustrato il “lato verde” del Superbonus partendo dal Green Deal: un percorso che ha come obiettivo quello di migliorare le costruzioni dal punto di vista energetico e sismico.

Superbonus: in Italia 7milioni di edifici risalgono a prima del 1971

“Il primo step da cui partire sono le città, considerate come veicolo della transizione” – ha detto il presidente Ingletti che nel corso del suo intervento si è soffermato soprattutto sulle condizioni del patrimonio edilizio italiano “costituito da circa 7 milioni di costruzioni realizzate prima del 1971, non in linea con la normativa sismica ed energetica”. L’obiettivo da raggiungere dunque è la riqualificazione del territorio passando per due step fondamentali: la tutela del suolo urbanizzato e la rigenerazione delle aree urbanizzate. Il Superbonus dovrà servire a questo.

I passaggi fondamentali: li spiega 3Ti Progetti

Superbonus, numeri ed opportunità: guida per amministratori di condominio

12 Novembre 20210Gestione condominio

Superbonus tra numeri e opportunità: “Così il Paese può crescere e diventare più green”

Nel corso della conferenza organizzata da Condexo il confronto tra general contractor, ingegneri, tecnici esperti ed amministratori di condominio

“Superbonus, numeri ed opportunità. Guida per gli amministratori di condominio”. E’ questo il titolo della conferenza organizzata da Condexo, azienda nel campo del proptech che ha sviluppato un innovativo software per la gestione condominiale, per esplorare e approfondire tutti gli aspetti della misura di incentivazione ad un anno dalla sua introduzione. L’incontro, negli spazi di Wire Coworking, il coworking di Roma in zona Ostiense, e trasmesso in diretta streaming dal media partner Eurocomunicazione, è stato l’occasione per un confronto tra general contractor, ingegneri, tecnici esperti ed amministratori di condominio. 

Superbonus, numeri ed opportunità: il Green Deal

Tra i protagonisti Alfredo Ingletti, presidente di 3TI Progetti, società di ingegneria che offre da oltre 20 anni servizi di consulenza nella pianificazione, progettazione e project & construction management. Ingletti, intervenuto nel ruolo di relatore, ha illustrato il “lato verde” del Superbonus partendo dal Green Deal: un percorso che ha come obiettivo quello di migliorare le costruzioni dal punto di vista energetico e sismico.

Superbonus: in Italia 7milioni di edifici risalgono a prima del 1971

“Il primo step da cui partire sono le città, considerate come veicolo della transizione” – ha detto il presidente Ingletti che nel corso del suo intervento si è soffermato soprattutto sulle condizioni del patrimonio edilizio italiano “costituito da circa 7 milioni di costruzioni realizzate prima del 1971, non in linea con la normativa sismica ed energetica”. L’obiettivo da raggiungere dunque è la riqualificazione del territorio passando per due step fondamentali: la tutela del suolo urbanizzato e la rigenerazione delle aree urbanizzate. Il Superbonus dovrà servire a questo. 

 

I passaggi fondamentali: li spiega 3Ti Progetti

“Il Superbonus – ha sottolineato Ingletti – garantisce, tramite l’intervento fiscale della detrazione con un’aliquota del 110%, una completa remunerazione delle spese sostenute per determinate tipologie di intervento”.

Per cogliere l’opportunità ci sono dei passaggi fondamentali: la strategia, gli investimenti, le potenzialità e gli effetti.Ingletti snocciola i dati che mostrano i risultati ottenuti a 9 e a 13 mesi dalla partenza Superbonus: a marzo 2021 si registrano 7000 pratiche caricate sul portale a fronte di quelle di settembre 2021 dove hanno di poco superato le 46.000 asseverazioni. Tra gli interventi trainanti del Superbonus emergono: isolamento termico, interventi di miglioramento sismico e impianti centralizzati di climatizzazione. Ma non mancano le difficoltà: sul Superbonus pesano i nodi e i tempi della burocrazia. 

Gli amministratori di condominio e il Superbonus

Lo sanno bene gli amministratori di condominio, incalzati dai condòmini che invece vorrebbero palazzine ristrutturate nell’immediato o che, al contrario, mostrano più di qualche resistenza nel voler accedere alla misura. “Spesso io, come altri miei colleghi, dobbiamo diventare quasi dei venditori per convincere i condomini che il Superbonus è un’opportunità” – ha detto Francesco Pedone, esperto di amministrazioni condominiali e immobiliari. Pesano scarsa conoscenza di una materia piuttosto complicata da parte dei condòmini e una certa diffidenza. “La poca comprensione su cosa sia realmente il Superbonus sembra essere la sua più grande condanna” – ha affermato Pedone. “C’è anche la necessità di rivolgersi esclusivamente a tecnici esperti e molto preparati affinchè le pratiche, dalla progettazione alla asseverazione, vadano in porto” – ha sottolineato Andrea Szeker, geometra esperto nella gestione delle pratiche per il Superbonus ed Ecobonus.

Superbonus: tutti i documenti che servono

Le misure servono a traghettare il Paese verso un futuro più green e sostenibile. E’ proprio in questo sistema di transizione che si inserisce Condexo. Il software sviluppato dalla startup romana consente di velocizzare ogni pratica condominiale e fornisce inoltre un importante aiuto nel reperimento di tutti i documenti utili alla fruizione del Superbonus e dell’Ecobonus. “Infatti, i 30 documenti necessari vengono raccolti e gestiti interamente da Condexo che utilizza figure professionali quali: gli amministratori di condominio, i tecnici di riferimento confrontandosi anche con gli enti pubblici, come Enea e Agenzia delle Entrate” – ha spiegato Alessandra Valenti, project Manager di Condexo. 

Come richiedere i documenti online

“Condexo – ha proseguito – si inserisce come punto di snodo per la raccolta documentale e la comunicazione tra le parti interessate. Svolge le importanti funzioni di sostegno nel reperimento dei documenti necessari, reminder scadenze, gestione online delle richieste da parte di fornitori e condomini”. Superbonus, opportunità di crescita e sviluppo sostenibile: per coglierla c’è bisogno di affidarsi ad esperti preparati e che abbiano dimestichezza con la materia. 

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Revisore contabile condominiale

la riforma del condominio 220 del 2012 ha stabilito che l’assemblea dei condomini può, durante l’anno, richiedere ad un revisore contabile di verificare la conformità dei conti del condominio.

Chi è il revisore contabile

Il revisore dei conti analizza la situazione del condominio in un determinato momento, per controllare la correttezza dei pagamenti effettuati. Garantendo un’equa ripartizione delle spese e assicurandosi che ogni condomino abbia versato la propria quota

Il revisore svolge un ruolo di tutela del patrimonio condominiale e immobiliare e ha il compito di redigere un documento riguardante esclusivamente i flussi di cassa e non le scelte approvate in sede assembleare.

Nomina del revisore contabile in assemblea

Come specificato dall’art. 1130-bis del Codice Civile: “l’assemblea di condominio può in qualsiasi momento o per più annualità specificatamente identificate, nominare un revisore che verifichi la contabilità del condominio. La deliberazione è assunta con la maggioranza prevista per la nomina dell’amministratore e la relativa spesa è ripartita tra tutti i condomini sulla base dei millesimi di proprietà”.

Da quanto si evince nell’articolo l’assemblea ha la facoltà, quindi non l’obbligo, di nominare un revisore. Inoltre, tale necessità non deve solo essere mossa da dubbi sulla gestione della contabilità. Alcuni dei principali motivi per cui si può avere bisogno di questo servizio sono i seguenti:

  1. Nel caso della nuova amministrazione per verificare che i conti siano stati lasciati in ordine dall’amministratore uscente;
  2. Per errori riferenti a bilanci già approvati;
  3. Per verificare eventuali ammanchi causati dall’appropriazione indebita da parte dell’amministrazione. 

Oltre alla non obbligatorietà del servizio, la revisione dei conti deve riguardare un’annualità precisa oggetto di controllo. Con il termine “annualità” s’intende un esercizio finanziario della gestione condominiale di 12 mesi che, di regola, coincide con l’anno solare (1 gennaio-31 dicembre), ma può anche ricomprendere un periodo diverso

Revisione da parte di un condomino: è valida?

Ad oggi non vi è alcun impedimento di legge nell’affidare ad un condomino senza alcuna competenza in materia, la revisione dei conti del condominio. 
Nel caso però di dover affrontare un processo giudiziario sarebbe dunque sempre utile affidare la revisione dei conti ad un professionista del settore.

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Green Pass, l’80% dei condomini lo vorrebbe obbligatorio per l’assemblea

L’indagine di Condexo sull’utilizzo del Green Pass obbligatorio in condominio: amministratori divisi. Due fornitori su tre contrari a obbligo per manutentori

Dal prossimo 15 ottobre il Green Pass sarà obbligatorio per tutti i lavoratori del settore pubblico e privato. Il decreto legge del governo ha definito i criteri e le nuove misure anti Covid ma il mondo del condominio resta nel limbo. Green Pass obbligatorio per l’amministratore, per chi svolge servizio di portierato o custodia dello stabile e per chi abbia con il condominio un rapporto di lavoro dipendente. Nulla stabilisce la legge in merito all’obbligo di Green Pass per la partecipazione all’assemblea condominiale, a meno che questa non si svolga nei luoghi al chiuso come ristoranti, centri sociali, culturali o ricreativi, istituti e luoghi di cultura, strutture ricettive in linea con quanto indicato all’articolo 3, comma 1, lettera a, c, d, g del Dl 105/2021.

Green Pass in assemblea condominiale: 80% dei condòmini lo vorrebbe obbligatorio

Ma sul Green Pass in condominio il dibattito ferve. Secondo un’indagine di Condexo, azienda italiana nel mondo del proptech che ha sviluppato un innovativo software per la gestione condominiale, l’80% dei condòmini sarebbe d’accordo a consentire l’ingresso all’assemblea di condominio solo alle persone munite di Green Pass, ritenendola una “misura necessaria ad arginare il rischio di contagio da Covid-19”. Il restante 20% si dice contrario all’esibizione della certificazione verde per partecipare all’assemblea condominiale, in quanto questo rischierebbe “di escludere qualcuno dalle decisioni del condominio”. Punta invece su tecnologia e soluzioni digitali il 22,5% dei cinquecento intervistati reputando la scelta migliore l’affidarsi alle assemblee online.

Qualora per la riunione condominiale venisse disposto l’obbligo di mostrare il Green Pass al presidente dell’assemblea, l’82,5% sarebbe disposto a mostrarlo al “vicino di casa” senza problemi; il 17,5% è invece di opposto avviso perchè, così hanno sottolineato 35 condòmini sui 500 intervistati da Condexo, si profilerebbe “una violazione della privacy”. 

Il rispetto delle norme anticontagio nei condomini italiani

Tuttavia il possesso del Green Pass non esonera dal rispettare le più basilari norme anticontagio: come l’utilizzo della mascherina in luoghi chiusi interni al condominio o nelle aree comuni. Condòmini italiani piuttosto ligi al dovere: il 64% degli intervistati ha affermato che nella propria palazzina far rispettare tali norme “non è per nulla o è poco complesso”. Solo il 36% lamenta difficoltà nel far sì che tutti si comportino adeguatamente al periodo pandemico. Nel complesso il 53% dei condomini si dice “molto soddisfatto” del rispetto delle norme  anticontagio nel proprio condominio. 

Green Pass per assemblee di condominio: amministratori divisi

Il Green Pass per le assemblee di condominio divide invece gli amministratori: il 55% non è d’accordo a consentire l’ingresso in assemblea solo ai possessori della certificazione verde; favorevole il restante 45%. Per il 34% l’obbligo di Green Pass per partecipare all’assemblea di condominio rappresenterebbe “una inutile restrizione che rischia di escludere i condòmini da decisioni importanti”. Così il 26% dei seicento amministratori che hanno risposto all’indagine di Condexo si dice più favorevole alle assemblee online piuttosto che a quelle in presenza. Il 60% degli amministratori di condominio intervistati si dicono favorevoli all’obbligatorietà del Green Pass per loro e per i collaboratori del proprio studio, ma più della metà (il 51%) ha dichiarato che è altresì “molto complesso” mettere in pratica le misure anticontagio in ufficio e provvedere alla verifica del Green Pass per i propri dipendenti.

Fornitori condominio: 70% contrario  a obbligo Green Pass per manutentori 

E se il 67% delle trecento aziende di fornitori contattate da Condexo dichiarano di avere tra i loro dipendenti una percentuale di vaccinati “di oltre il 90%”, due fornitori su tre si dicono comunque contrari a consentire l’accesso agli spazi chiusi delle palazzine per le manutenzioni del caso solo agli addetti in possesso di Green Pass “perchè ciò – sottolineano le imprese – comporterebbe un ostacolo al corretto svolgimento dell’attività”. 



 

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Green Pass obbligatorio: quando serve in condominio

Il Green Pass è divenuto obbligatorio in Italia dal 6 agosto 2021, cambiando le regole per l’accesso in alcuni luoghi e per la partecipazione agli eventi: dalle piscine ai ristoranti, spettacoli, palestre e non solo. Dal prossimo 15 ottobre il Green Pass sarà obbligatorio per tutti i lavoratori del settore pubblico e privato. Il decreto legge del governo ha definito i nuovi criteri e le nuove misure anti Covid. Così sono in tanti a chiedersi se il Green Pass sia necessario anche in condominio: magari per partecipare all’assemblea, accedere alla piscina condominiale o negli spazi comuni, per accedere allo studio dell’Amministratore o per i fornitori che lavorano in condominio.

Quando serve il green pass in condominio?

La domanda è lecita: se il green pass è obbligatorio per una cena al ristorante tra amici, per godersi uno spettacolo o un concerto potrebbe darsi che sia necessario esibirlo prima di recarsi in assemblea di condominio o per accedere in vasca sotto casa, nei percorsi sport condominiali o negli spazi comuni.

Con il decreto-legge che prevede misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening dal 15 ottobre al 31 dicembre 2021, l’Amministratore dovrà essere in possesso di certificato verde, così come i suoi dipendenti. 

Green Pass obbligatorio: dove va esibito

La certificazione verde, secondo le nuove regole, sarà necessaria per accedere a:

  • Servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso
  • Spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi
  • Musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre
  • Piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso
  • Sagre e fiere, convegni e congressi
  • Centri termali, parchi tematici e di divertimento
  • Centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione
  • Attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò
  • Concorsi pubblici

Green pass per partecipare alle assemblee di condominio

Nell’elenco dunque non viene annoverato lo spazio in cui si tiene l’assemblea di condominio tra quelli in cui è obbligatorio essere in possesso del green pass, anche alla luce del nuovo . L’amministratore di condominio non può chiedere ai condomini che partecipano fisicamente all’assemblea di condominio di essere possessori della certificazione verde che comprova una o più di queste situazioni:

  • inoculamento almeno della prima dose vaccinale Sars-CoV-2 (validità 9 mesi); 
  • certificato che attesti la guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 (validità 6 mesi);
  • referto di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2 effettuato almeno 48 ore prima della convocazione.

Il ricorso a spazi ampi e il ligio rispetto delle norme possono contribuire ad evitare il contagio da Covid-19 tra condomini. C’è poi sempre la possibilità di tenere l’assemblea di condominio online

Tuttavia, secondo la normativa vigente e in particolare se si fa riferimento all’Art. 3 del DL 105/2021 l’obbligo di possesso del green pass sussiste quando le assemblee di condominio si svolgono al chiuso in centri culturali, centri sociali e ricreativi. In questo caso non sarà l’amministratore di condominio a dover verificare la certificazione verde dei partecipanti bensì i gestori dello spazio scelto per svolgere l’assemblea.

Il Green Pass in condominio: regole per piscine e palestre comuni

Ma il green pass serve per accedere alla palestra o alla piscina condominiale, per partecipare ad uno spettacolo aperto al pubblico di quelli che si tengono nei cortili condominiali? Sì. In questo caso l’amministratore di condominio deve attivare il controllo sul green pass o certificazioni che consentano l’ingresso. 

Green Pass: a chi spetta il controllo?

Il controllo spetta al gestore della struttura. Green pass in versione digitale o cartacea, saranno necessari i controlli per verificare la validità e l’autenticità dei certificati verdi: a questo scopo il ministero della Salute, tramite Sogei, ha sviluppato l’app VerificaC19. L’App VerificaC19 può essere utilizzata solo da chi è autorizzato al controllo delle certificazioni verdi, ossia i “verificatori”: tra loro i pubblici ufficiali nell’esercizio delle relative funzioni, il personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi quindi i gestori di locali, ristoranti, palestre e piscine (anche condominiali!). Se il certificato è valido, il verificatore vedrà soltanto un segno grafico sul proprio dispositivo mobile (semaforo verde) e i dati anagrafici: nome e cognome e data di nascita. Il verificatore può chiedere di mostrare anche un documento di identità in corso di validità.

Le sanzioni per chi viola le regole del Green Pass

Le sanzioni per chi viola le regole vanno dai 400 ai 1000 euro sia a carico dell’esercente sia dell’utente. Qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni. 

Green Pass per l’Amministratore di condominio e i suoi dipendenti

Il Decreto-Legge “Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening” che sarà in vigore dal 15 ottobre al 31 dicembre 2021 prevede l’estensione di certificazione verde anche agli studi di amministrazione condominiale. In particolare, all’Art. 9 si può leggere: “Dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di prevenire la diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2, a chiunque svolge una attività lavorativa nel settore privato è fatto obbligo, ai fini dell’accesso nei luoghi in cui la predetta attività è svolta, di possedere e di esibire su richiesta la certificazione verde COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2.”

La normativa non fa distinzione tra uffici aperti al pubblico o privati, o tra categorie e settori. Pertanto sia l’Amministratore di condominio che i suoi dipendenti in studio devono essere in possesso di Green Pass.

Green Pass per chi lavora in condominio

A partire dal 15 ottobre 2021 l’obbligo di certificazione verde scatterà anche per i cosiddetti lavoratori a domicilio. Tra questi si possono annoverare: Colf, badanti, elettricisti, imprese di pulizie ecc e tutti i lavoratori autonomi, in possesso di partita iva. Diversi dubbi e ostacoli sorgono, invece, sulle procedure di controllo del Green Pass. Il Governo, a tal proposito, sta lavorando a delle linee guida valide per tutte le categorie. Al momento non ci sono indicazioni specifiche sulle linee guida da seguire in condominio.

Chi controlla il Green Pass in condominio?

Spetta ai datori di lavoro, sia pubblici che privati, stabilire entro la metà di ottobre le modalità di verifica «…prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro», dovendo altresì individuare «…con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento».

Queste verifiche «sono effettuate con le modalità indicate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri». Quest’ultimo, su proposta dei Ministri per la PA e della salute, ha la facoltà di adottare linee guida per la omogenea definizione delle modalità organizzative.

Come ottenere il Green Pass 

E anche se il green pass non è necessario per accedere all’assemblea di condominio in presenza, ecco qualche consiglio su come ottenere il Green Pass. Dopo la vaccinazione oppure un test negativo oppure la guarigione da Covid-19, la certificazione viene emessa automaticamente in formato digitale e stampabile dalla piattaforma nazionale.

Quando la certificazione sarà disponibile si viene avvisati tramite sms o via mail ai contatti comunicati: il messaggio contiene un codice di autenticazione (AUTHCODE) e brevi istruzioni per recuperare la certificazione. Si può acquisire la certificazione da diversi canali in modo autonomo: sul sito https://www.dgc.gov.it/web/ con accesso tramite identità digitale (Spid/Cie) oppure con tessera sanitaria (o con il documento di identità se non si è iscritti al Servizio sanitario nazionale) in combinazione con il codice univoco ricevuto via email o sms; nel fascicolo sanitario elettronico; tramite l’App ‘Immuni’ e presto sull’App IO.

In caso non si disponesse di strumenti digitali, si può recuperare il certificato sia in versione digitale sia cartacea con la tessera sanitaria e con l’aiuto di un intermediario: medico di medicina generale, pediatra di libera scelta, farmacista.

Decreto Green Pass obbligatorio: scarica la legge in PDF