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Panni stesi in condominio: regolamenti e divieti

Panni stesi in condominio? Si possono stendere o no? Potrà sembrare una domanda bizzarra ma in realtà è una questione che spesso genera liti condominiali. Questo accade perché, oltre a creare disagi a causa degli sgocciolamenti e per il fatto che i panni stesi sono considerati un problema per il decoro dell’edificio.

Ma come si può gestire il bucato? Vediamo cosa prevede la legge per chi vive in condominio.

Cosa dice la legge sui panni stesi in condominio

Il bucato steso può includere vestiti, lenzuola e biancheria, perciò possono essere considerati antiestetici e non adatti all’esposizione in pubblico o, come nel caso delle lenzuola, oscurare le finestre dei vicini di casa.

Inoltre capita che lo sgocciolio dell’acqua cada inevitabilmente sul balcone del condòmino sottostante provocando i malumori di quest’ultimo.

Come ovviare a questi problemi? Cosa dice la legge in merito?

In assenza di luoghi e spazi appositi, come la lavanderia condominiale, accade che i condomini ricorrano a stenditoi o supporti esterni al balcone per porre ad asciugare i propri indumenti.

Non vi è una norma del Codice Civile che disciplina questa materia, pertanto occorre rifarsi ai regolamenti Comunali e Condominiali.

In merito alla salvaguardia del decoro architettonico, la legge non prevede sanzioni se un condomino stende i panni a vista; questo perché sono considerati elementi provvisori e rimovibili. La legge interviene solo nel caso in cui l’acqua di scolo finisca nella proprietà del vicino.

La Cassazione ha infatti più volte sentenziato che viene fatto divieto di stendere i panni se l’acqua bagna il balcone sottostante, poiché “lo stillicidio, sia delle acque piovane, sia, ed a maggior ragione, di quelle provenienti (peraltro con maggiore frequenza) dall’esercizio di attività umana, quali quelle derivanti dallo sciorinio di panni mediamente sporti protesi sul fondo alieno (pratiche comportanti anche limitazioni di aria e luce a carico dell’immobile sottostante), per essere legittimamente esercitato debba necessariamente trovare rispondenza specifica in un titolo costitutivo di servitù ad hoc […]” (Cass. n. 7576/2007).  Lo sgocciolamento dei panni quindi viene equiparato allo stillicidio in tutto e per tutto. 

Lo stillicidio, laddove vietato dal regolamento condominiale, sarà sempre soggetto a possibili ricorsi alle autorità da parte degli altri condòmini.
Per quanto riguarda la possibilità di costituire una servitù ad hoc, si richiede la realizzazione di un atto costitutivo specifico o la stesura di un regolamento condominiale contrattuale.

Il regolamento comunale

Oltre ai limiti previsti dalle sentenze della Cassazione, anche il regolamento comunale può prevedere il divieto di esporre i panni stesi fuori dalle finestre, su terrazzi, balconi e prospetti che affacciano sulla pubblica via; oppure concedere l’esposizione solo in determinate ore stabilite. Le regole, quindi, possono essere diverse da Comune a Comune.

In caso di violazione della norma comunale è prevista una sanzione di tipo amministrativo, ossia una multa da pagare a seguito di un controllo da parte della polizia urbana; è perciò opportuno informarsi preventivamente presso il proprio Comune.

Panni stesi in balcone o davanti alle finestre: Cosa prevede il regolamento condominiale.

Dato che il regolamento condominiale adottato a maggioranza dall’assemblea può disciplinare l’uso delle cose comuni e il decoro dell’edificio, può anche regolamentare la gestione dei panni stesi.

Il regolamento può vietare l’esposizione degli indumenti e della biancheria per preservare l’estetica del condominio, ma anche per evitare liti condominiali conseguenti allo sgocciolamento dell’acqua di scolo nella proprietà altrui.

Lavanderia condominiale: che cos’è e come viene regolata

E’ sempre più diffuso ormai l’utilizzo delle lavanderie condominiali. Queste permettono ai condòmini di risparmiare in termini di energia elettrica, consumo di acqua e di detersivi. In più va sottolineato come questi locali lavanderia contribuiscano alla sostenibilità ambientale e in generale all’aumento del valore dell’immobile condominiale.  

Cosa predispone il regolamentato della lavanderia condominiale?

L’utilizzo della lavanderia rientra tra le norme che riguardano l’utilizzo degli spazi comuni, la quale stabilisce cheCiascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa“.

In ogni caso spetta al condòmino far riferimento al proprio regolamento condominiale, per tutti i riferimenti normativi specifici.

Le 10 regole su: Come stendere i panni se abiti in condominio

Se le restrizioni dei vari regolamenti impediscono di esporre i panni a vista, quali soluzioni si possono adottare per far asciugare biancheria e indumenti se abiti in condominio?

  1. stendere i panni eliminando prima l’eccesso di acqua per evitare un indesiderato sgocciolamento al di sotto;
  2. sfruttare cortili interni, terrazze e spazi adibiti a lavanderia;
  3. se si ha la possibilità, si possono stendere i panni in casa, in zone arieggiate;
  4. utilizzare stendibiancheria da termosifone;
  5. utilizzare lo stendibiancheria elettrico;
  6. un’attenzione particolare va al come stendere le lenzuola in condominio: Possono essere piegate e stese su un normale stendi-biancheria, ma si raccomanda di girarle almeno una volta.
  7. utilizzare asciugatrici elettriche se non si hanno altre alternative;
  8. utilizzare la lavanderia a gettoni più vicina a casa;
  9. usufruire della lavanderia condominiale, se presente in condominio;
  10. se non si ha a disposizione un balcone, si può far uso di uno stendibiancheria da finestra. L’importante è fare sempre attenzione allo sgocciolamento…una buona centrifuga può evitarvi inutili diatribe!
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Pulizia scale condominio: regole e ripartizione spese

La pulizia scale condominio è spesso causa di litigi tra condòmini. La presenza delle scale è assolutamente necessaria perché consentono di collegare i vari piani di un edificio. Proprio per questa loro funzione le scale condominiali sono inserite tra i beni oggetto di proprietà comune.

Quando si tratta della pulizia scale condominiali, cosa dice la legge? Come si effettuano le ripartizioni, ma sopratutto a chi spetta il pagamento delle spese condominiali? Nell’articolo, risponderemo alle vostre domande e a molto di più.

Cosa dice la normativa?

Il codice civile disciplina la gestione delle scale e per cui anche la loro pulizia e relativa ripartizione delle spese.

Gli articoli che disciplinano la materia sono i seguenti:

  • Secondo l’art. 1117 c.c. le scale sono considerate proprietà comune e quindi spetta a tutti i condòmini contribuire alla pulizia e alla manutenzione. Sono comprese anche le scale esterne e quelle a piano terra con accesso alla strada. Le spese devono essere ripartite secondo le modalità disciplinate non solo tra i coinquilini regolari ma anche tra i proprietari di negozi, studi, laboratori e garage;
  • Art. 1123 c.c. La norma sancisce che le spese per la pulizia scale condominio devono essere divise in base alla misura nella quale vengono adoperate, cioè in base al piano in cui il condomino abita. Chi abita al primo piano paga meno di chi abita all’ultimo;
  • Oltre al codice civile anche il Regolamento condominiale, approvato da tutti i condomini, stabilisce le modalità di manutenzione del vano scale. Mentre spetta all’amministratore di condominio il compito di far rispettare la normativa e risolvere eventuali conflitti.

pulizia scale condominio

Ripartizione spese pulizie scale condominio

Il costo delle spese per la pulizia delle scale condominiali segue un criterio diverso in base al tipo di manutenzione che sia essa ordinaria o straordinaria. Vediamo come:

  • Per la manutenzione ordinaria, le spese per la pulizia delle scale condominiali vanno suddivise in base al criterio dell’altezza del piano;
  • Per la manutenzione straordinaria, le spese sono suddivise per metà in ragione dell’altezza del piano e per metà in ragione dei millesimi di proprietà;
  • Il condominio può, attraverso un’assemblea, decidere di dotarsi delle cosiddette tabelle d’uso e/o delle scale redatte da tecnici abilitati con lo scopo di ripartire solo le spese delle pulizia scale.

Resta comunque ferma l’opzione di seguire i dettami del regolamento condominiale per la ripartizione delle suddette spese.

Chi paga le spese delle pulizie scale?

Secondo la Cassazione: “Alle spese per la pulizia delle scale condominiali devono contribuire tutti i condòmini, compresi i proprietari di autorimesse, laboratori/negozi e gli aventi accesso autonomo e quindi indipendente da quello destinato agli altri piani dell’edificio, nonché i proprietari di seminterrati senza accesso ad altri piani”.

La pulizia delle scale condominiali, dunque non rappresenta un particolare caso di ripartizione, in quanto ogni condòmino è obbligato a corrispondere al condominio la propria quota come descritto nel paragrafo precedente.

ripartizione spese

La pulizia scale ‘fai da te’

Se generalmente ci si affida a una ditta di pulizie, capita che in alcuni condomini si preferisca ricorrere a turnazioni tra i condòmini o ad affidare la pulizia delle scale solo a uno di essi.

Questa è una scelta che viene fatta soprattutto con la volontà di risparmiare. La legge consente di poter optare per questa possibilità, ma capita spesso che non duri a lungo perché qualcuno può dimenticare il proprio turno o non vuole più occuparsi personalmente della pulizia.

In questi casi si può andare incontro a litigi tra condòmini, ma la ragione dove sta?
La Corte di Cassazione viene incontro a chi cambia idea in un secondo momento rendendo legittima la decisione di ritirarsi dall’incarico. Ogni delibera condominiale diviene nulla poiché la legge stabilisce che i condòmini sono obbligati a contribuire alle spese per le pulizie, ma non a pulire personalmente gli spazi comuni.

Per questo motivo se si deliberano le pulizie fai da te, il consiglio è quello di raggiungere la maggioranza assoluta in assemblea condominiale perché, in caso contrario, si rischia che in futuro uno dei condòmini possa rifiutare la scelta presa dagli altri e non pulire.

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Condominio MBM2 – Monte Porzio Catone (RM)

Continua la nostra avventura ai Castelli Romani, Il condominio MBM2 sito a Monte Porzio Catone, da oggi è ufficialmente un condominio Condexo! Un benvenuto ai condòmini e un rinnovato ringraziamento all’amministratore Acierno.  

Da oggi 10/10/2019 Condexo si impegnerà a migliorare la  qualità della vita nel condominio MBM2 alla nostra maniera:

  • Efficienza;
  • Trasparenza;
  • Valorizzazione dell’immobile.

Dal primo giorno si potrà assistere al continuo cambiamento del condominio seguendone l’evoluzione proprio su questa pagina. 

Questa sera alle 19:30 ci troveremo al condominio MBM2 per presentare il nostro progetto ai condòmini, se volete sapere come andrà continuate a seguire la pagina

10/10/2019 Presentazione ai condòmini 

Ieri sera si è svolto, nel condominio MBM2, il primo incontro con  condòmini in cui il nostro team ha potuto spiegare il progetto di sviluppo in cui sarà incluso il condominio.  

L’incontro è stato accolto dai condòmini presenti con grande entusiasmo e voglia di iniziare il percorso di crescita prospettato stando sempre focalizzati sulle necessità della collettività. 

Condominio mbm2
Condexo è arrivato nel condominio MBM2
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Condominio Patio Carini- Marino (RM)

Il team Condexo ha il piacere di dare il Benvenuto nella sua famiglia al condominio Patio Carini.
Cosa significa? Fornire una nuova visione del condominio basata su:

  • Efficienza;
  • Trasparenza;
  • Valorizzazione dell’immobile.

Grazie alla fiducia dei condòmini e dell’amministratore Mattia Acierno saremo in grado di migliorare sensibilmente la vita del condominio, come? Lo spiegheremo questa sera alle ore 19:00 presso il codominio attraverso una presentazione del nostro progetto.
Il cambiamento sarà continuo e visibile a tutti. Sì, perché da oggi su questa pagina verranno pubblicate tutte le attività svolte all’interno del condominio.

27/09/2019- Un condominio Condexo si vede dalle piccole cose

Quanti condomini possono vantare di avere delle targhette del citofono perfette? Ve lo diciamo noi, il 10%. Chi non fa parte di questi pochi fortunati si trova ad avere delle targhette diverse, attaccate con il nastro adesivo e nei casi peggiori non esistenti dando un’immagine del condomino di poca cura.
Le cause alla base di questa situazione possono essere molteplici dal disinteresse comune ai costi troppo alti.

Per Condexo l’immagine del condominio è fondamentale e per questo, alle ore 8:00 di questa mattina i nostri addetti si sono recati al condominio Patio Carini per la sostituzione delle vecchie targhette del citofono e delle cassette postali senza nessun costo per i condòmini.

Condominio Patio Carini
Prima e dopo la sostituzione delle etichette da parte di Condexo
27/10/2019 Presentazione ai condòmini

Ore 19:00, il nostro team insieme all’amministratore Acierno ha incontrato i condòmini del condominio Patio Carini per ringraziarli delle fiducia e per mostrargli come Condexo li aiuterà a migliorare la loro vita in condominio.

Per l’occasione è stata predisposta una postazione dove:

  • Presentare l’area utente del condomino attraverso cui poter visualizzare i conti e la documentazione condominiale restando sempre aggiornato sulle novità;
  • Rispondere a dubbi e domande;
  • Collezionare idee per migliorare il condominio alla maniera Condexo.

Alla fine dell’incontro non potevamo non salutarci che con un bel buffet.

Presentazione Condexo condominio Patio Carini
Presentazione Condexo ai condòmini di Patio Carini
21/10/2019 Nuovi numeri civici in condominio

Il condominio, di nuova costruzione, è sprovvisto di numeri civici sin dalla costruzione.
La segnalazione, aperta dai condòmini, è stata subito presa in carico da Condexo che ha provveduto a creare un sondaggio, dedicato ai condòmini, per la scelta dello stile degli stessi numeri civici.
Non appena la totalità dei condòmini avrà espresso la sua preferenza, i numeri verranno installati dal team di manutenzione Condexo.

Ecco come appare un classico sondaggio Condexo, un modo efficiente di prendere decisioni.

Installazione numeri civici in condominio

Dopo aver espresso la propria preferenza nel nostro sondaggio, abbiamo provveduto a far realizzare ed installare i numeri civici per il condominio Patio Carini.  Tutto in modo facile e veloce alla maniera Condexo.

Nuovi numeri civici per il condominio Patio Carini
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PuntoPoste: la cassetta condominiale hi-tech

PuntoPoste da te, si chiama così la nuova cassetta postale presentata al Netcomm Forum 2019.

Avevamo già parlato in un precedente articolo delle cassette postali e di come sono regolamentate. Vediamo le caratteristiche di quelle del futuro:

Cos’è PuntoPoste da te?

Poste Italiane attraverso questo nuovo prodotto ha voluto andare incontro alle esigenze dei condomini. PuntoPoste da te, infatti, mira ad offrire un servizio di ritiro pacchi “self-service” al quale i condòmini possono accedere in qualsiasi momento senza nessun vincolo. 

Un servizio che punta dunque ad agevolare la vita degli abitanti del condominio pensando soprattutto a chi non si trova a casa negli orari in cui di solito vengono consegnati i pacchi.

Come funziona

Per accedere a PuntoPoste il condominio dovrà farne richiesta. Le cassette hi-tech verranno posizionate nell’androne di ingresso del palazzo (o in un apposito spazio idoneo al servizio) e diventeranno il principale punto di raccolta di ogni consegna condominiale.

Per garantire la sicurezza delle consegne la consegna seguirà i seguenti passaggi:

  1. Il corriere arriva nel condominio e inserisce i pacchi nella box;
  2. PuntoPoste invierà il messaggio di avvenuta consegna con all’interno un codice per aprire il locker e ritirare il pacco e la firma di ricevuta.

Al PuntoPoste del proprio condominio potranno essere ritirate anche i farmaci o le consegne di food delivery

La svolta, il POS integrato

PuntoPoste oltre a funzionare come punto di raccolta condominiale sarà fornito di un Pos integrato che grazie alla schermata touch screen i condòmini potranno usare per:

  • Pagare bollettini postali;
  • Effettuare ricariche Postpay e/o telefoniche;
  • Mandare raccomandate e spedizioni.

Il pagamento dei servizi offerti da PuntoPoste viene effettuato in modalità contactless. Il PIN dovrà essere digitato direttamente sullo schermo con sistema “PIN on glass”. Il sistema, inoltre, potrà essere collegato alla rete WI-FI del condominio e, se programmato appositamente, offrire tutta una serie di funzionalità aggiuntive (come l’apertura del portone da remoto). 

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Energia elettrica condominiale: iva al 22%

Una delle principali domande che vengono poste riguardano l’energia elettrica condominiale e in particolare: che aliquota viene applicata? Se per l’uso domestico è prevista un’agevolazione sull’aliquota al 10%; per l’energia elettrica condominiale è prevista al 22%, questo perché è considerata parte comune del condominio. 

Cosa dice l’Agenzia delle Entrate

Tra l’energia elettronica condominiale e quindi destinata all’uso comune, rientrano: l’illuminazione delle scale, gli ascensori, il cancello elettrico, l’illuminazione del giardino condominiale ecc. Questa viene pagata con un’aliquota ordinaria e per cui al 22%.

L’Agenzia delle Entrate ha specificato questa disposizione con la risposta n.3 del 4/12/2018 ad una richiesta di consulenza giuridica pubblicata sul suo portale.

Un’associazione ha sollevato il dubbio, convinta che nel caso si tratti di un condominio prevalentemente residenziale le spese per l’energia elettrica condominiale debbano avere la stessa aliquota delle bollette domestiche. L’Agenzia delle Entrate ha risposto all’istanza negando la possibilità di pagare l’aliquota al 10% , esclusiva dei singoli appartamenti.

Energia elettrica condominiale: iva al 22%

Già in passato aveva indicato chi può beneficiare dell’aliquota ridotta specificando che è rivolta esclusivamente: “Alle sole ipotesi di impiego dell’energia nelle abitazioni familiari o in analoghe strutture a carattere collettivo caratterizzante del requisito della residenzialità, con esclusione delle ipotesi in cui le medesime somministrazioni vengano erogate in strutture non residenziali, sia pubbliche che private (cfr. circolare n. 82/E del 1999)“.

Cosa si intende per uso domestico 

A volte risulta confusionaria la distinzione tra parti comuni e uso domestico, queste due dimensioni a volte si intrecciano se si parla di condomini.

Cosa si intende per uso domestico dell’energia elettrica? 

L’Agenzia delle Entrate limita l’espressione “uso domestico” all’impiego dell’energia nelle abitazioni familiari in strutture analoghe a carattere collettivo e residenziale. Perciò non sono incluse le strutture non residenziali sia pubbiche che private. 

La fornitura di energia elettrica è fatturata distintamente e a ogni unità immobiliare (a prescindere dalla destinazione d’uso). Mentre per la fornitura di energia elettrica condominiale e quindi per il funzionamento delle parti comuni è fatturata direttamente allo stesso condominio.