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Bonus ristrutturazioni edilizie 2022

Il settore edilizio ha beneficiato, anche nel 2022, di importanti agevolazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio sia in termini di singole unità abitative che per quanto riguarda le parti comuni condominiali (Bonus ristrutturazioni). La misura più conosciuta è quella disciplinata dall’Art. 16-bis del Dpr 917/86 che prevede una detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare.

A partire dal giugno 2012 la detrazione Irpef è stata aumentata al 50%. Misura più volte prorogata e che attualmente prevede, con legge di bilancio 2022 (legge n. 234 del 30 dicembre 2021)  che fino al 31 dicembre 2024 si ha la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%) e del limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Senza ulteriori proroghe, dal 1° gennaio 2025 la detrazione tornerà al 36% e con il limite di 48.000 euro.

Agevolazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie

Insieme alla detrazione Irpef al 50% delle spese per ristrutturazioni edilizie si aggiunge il decreto legge n. 34/2020 conosciuto come “Superbonus”, che stabilisce una detrazione pari al 110% per la realizzazione di alcune tipologie di interventi (interventi antisismici,  eliminazione delle barriere architettoniche, installazione di impianti fotovoltaici ecc.).

Misura supportata anche dalla possibilità di cedere il proprio credito al fornitore o ricevere uno sconto in fattura dell’ammontare della detrazione spettante.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuova guida ai bonus edilizi 2022, scaricabile da qui, di cui andiamo ad analizzare i punti più importanti riguardanti le agevolazioni in vigore.

L’attuale detrazione Irpef del 50% per il recupero del patrimonio edilizio è valida per le singole unità abitative e per le parti comuni dei condomini. I lavori sulle singole unità immobiliari per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono:

Manutenzione straordinaria:

  • installazione di ascensori e scale di sicurezza;
  • realizzazione e miglioramento dei servizi igienici;
  • sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso;
  • rifacimento di scale e rampe;
  • interventi finalizzati al risparmio energetico;
  • recinzione dell’area privata;
  • costruzione di scale interne.

Restauro e risanamento conservativo:

  • interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado;
  • adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti;
  • apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.

Ristrutturazione edilizia:

  • demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria dell’immobile preesistente;
  • modifica della facciata;
  • realizzazione di una mansarda o di un balcone;
  • trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda;
  • apertura di nuove porte e finestre;
  • costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.

Le agevolazioni sono previste anche per quegli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

Tra le misure previste ci sono anche la cablatura degli edifici e il contenimento dell’inquinamento acustico; Gli interventi finalizzati all’efficientamento energetico, in particolare con l’installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica.

Allo stesso modo sono compresi gli interventi di adeguamento sismico, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica e di bonifica dell’amianto.

Agevolazioni per abbattimento barriere architettoniche

Anche l’abbattimento delle barriere architettoniche è una misura che può beneficiare della detrazione fiscale, con interventi volti  installare ascensori e montacarichi o alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la
robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi.

Agevolazioni per prevenzione rischio atti illeciti

La manovra prevede anche delle agevolazioni per prevenire atti illeciti come furti, aggressioni, sequestri di persona e l’intervento è valido solo per le spese sostenute sull’immobile. Tra gli interventi sono ricompresi:

  • rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie
    degli edifici;
  • apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione;
  • porte blindate o rinforzate;
  • apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini;
  • installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti;
  • apposizione di saracinesche;
  • tapparelle metalliche con bloccaggi;
  • vetri antisfondamento;
  • casseforti a muro;
  • fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati;
  • apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.

Bonus ristrutturazione condominio

In ambito condominiale, nel 2022, sono previste delle agevolazioni fiscali in tema di ristrutturazione edilizia, che sono riconducibili agli stessi interventi realizzati sulle proprietà private ma  riconducibili a quelli di manutenzione ordinaria effettuati sulle parti comuni:

  • opere di riparazione;
  • rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici;
  • opere necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
  • sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti;
  • tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni;
  • rifacimento di intonaci interni, l’impermeabilizzazione di tetti e terrazze verniciatura delle porte dei garage.

Tra i lavori ammessi all’agevolazione rientrano sostanzialmente gli stessi interventi per i quali si può usufruire della detrazione quando sono effettuati sulle singole unità abitative:

  • necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi;
  • effettuati per eliminare le barriere architettoniche o finalizzati a favorire la mobilità a persone con disabilità gravi (articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992);
  • utili a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi;
  • finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;
  • effettuati per il conseguimento di risparmi energetici;
  • per l’adozione di misure antisismiche;
  • di bonifica dell’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici.

A chi spettano i bonus ristrutturazione in condominio

Possono usufruire delle detrazioni i singoli condòmini in base alle loro quote millesimali di proprietà, o dei diversi criteri applicabili ai sensi degli articoli 1123 e seguenti del codice civile. Il singolo condomino riceverà dall’amministratore una certificazione contenente l’ammontare delle spese sostenute nell’anno di riferimento e la quota parte millesimale imputabile al condomino stesso.

Come ottenere il bonus ristrutturazioni 2022

 

Fino al 31 dicembre 2024 il bonus ristrutturazione edilizia prevede un limite massimo di spesa, base per il calcolo della detrazione del 50%, di 96.000 euro per ogni singola unità immobiliare. Il limite è da considerarsi annuale e riguarda il singolo immobile e le sue pertinenze.

Per gli interventi che sono una prosecuzione di quelli iniziati negli anni precedenti, per la determinazione del tetto massimo di spesa si deve tenere conto di quelle sostenute nei medesimi anni. Quindi le detrazioni di cui si ha già usufruito non devono aver superato il limite complessivamente.

La ripartizione della detrazione avviene in 10 quote annuali dello stesso importo, nell’anno in cui si è sostenuta la spesa e in quelli successivi. Le spese da portare in detrazione non sono cumulabili con quelle relative ai bonus di efficientamento energetico (detrazioni al 65%).

Richiesta del bonus ristrutturazioni 2022

Negli anni le procedure per l’ottenimento di bonus in detrazioni sono state snellite e semplificate. Ad oggi è necessario inserire nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

Sarà inoltre necessario inviare la seguente documentazione all’Azienda Sanitaria Locale di competenza tramite raccomandata A/R:

  • generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi;
  • natura dell’intervento da realizzare;
  • dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori con esplicita assunzione di responsabilità, da parte della medesima, in ordine al rispetto degli obblighi posti dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione;
  • data di inizio dell’intervento di recupero.

Se gli interventi riguardano anche risparmio energetico e fonti rinnovabili è obbligatorio inviare una comunicazione a Enea. Per gli interventi terminati nel 2022 la comunicazione va trasmessa, entro 90 giorni dalla data di fine lavori. Se la data di fine lavori è compresa tra il 1° gennaio 2022 e il 31 marzo 2022, il termine di 90 giorni decorre dal 1° aprile 2022

Come pagare i lavori di ristrutturazione

Ai fini dell’ottenimento delle detrazioni fiscali è obbligatorio effettuare i pagamenti dei lavori tramite bonifico bancario o postale contenente i seguenti dati:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr n.917/1986);
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Le spese non pagabili con bonifico possono essere assolte con altre modalità. Al momento del pagamento verrà applicata una ritenuta dell’8% da parte di Poste o della banca a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che
effettua i lavori.

Per i lavori condominiali, oltre al codice fiscale del condominio è necessario indicare quello dell’amministratore o di altro condomino che effettua il pagamento.

Cessione del credito e sconto in fattura per ristrutturazioni edilizie

Sono previste modalità alternative alla detrazione fiscale per ottenere delle agevolazioni in caso di interventi di ristrutturazione edilizia:

  • Sconto in fattura: un contributo di pari ammontare della detrazione d’imposta lorda, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore che ha effettuato gli interventi. Sarà il fornitore a recuperare il contributo anticipato come credito d’imposta, che potrà a sua volta cedere ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari.
  • Cessione del credito: la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante. Si può cedere il credito a fornitori di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi, persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o
    d’impresa, società ed enti o istituti di credito e intermediari finanziari.

E’ possibile richiedere una delle due misure per i seguenti interventi:

  • manutenzione straordinaria;
  • restauro e risanamento conservativo;
  • ristrutturazione edilizia;
  • manutenzione ordinaria (solo per le parti comuni degli edifici);
  • realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali (se effettuati a partire dal 2022);
  • installazione di impianti fotovoltaici.

Per un approfondimento su queste misure Cessione del credito – Le ultime novità

Agevolazioni per l’acquisto e la costruzione di box e posti auto

E’ prevista una detrazione Irpef anche per l’acquisto o la costruzione di box e posti auto pertinenziali. Come specificato dall’Agenzia delle Entrate, il bonus è richiedibile:

  • per l’acquisto di box e posti auto pertinenziali già realizzati dall’impresa costruttrice (solo per le spese imputabili alla loro realizzazione);
  • per interventi di realizzazione di parcheggi (autorimesse o posti auto, anche a proprietà comune), purché vi sia un vincolo di pertinenzialità con una unità immobiliare abitativa.

Per l’ottenimento dell’agevolazione occorre rispettare alcuni requisiti che prevedono la proprietà o un atto di vendita, deve esserci un vincolo pertinenziale con almeno un’unità abitativa e che l’impresa documenti i costi della sola realizzazione dei posti auto.

Mutui per ristrutturare casa

Anche per i mutui è prevista un’agevolazione consistente in una detrazione Irpef degli interessi passivi, e i relativi oneri accessori, pagati sui mutui ipotecari stipulati a partire dal 1998 per la ristrutturazione o la costruzione dell’abitazione principale.

Con questa agevolazione si può portare in detrazione il 19% degli interessi pagati, indicandone l’importo nella dichiarazione annuale dei redditi. L’importo massimo sul quale calcolare la detrazione è pari a 2.582,25 euro.

Può essere richiesto dal contribuente che stipula il contratto di mutuo e che avrà il possesso dell’unità immobiliare, a titolo di proprietà o di altro diritto reale, e nella quale egli o i suoi familiari intendono dimorare abitualmente.

Interventi ammessi nell’agevolazione mutuo

Le agevolazioni riguardano gli interventi realizzati in conformità al provvedimento comunale che autorizzi una nuova costruzione, compresi gli interventi di ristrutturazione edilizia indicati nell’articolo 3, comma 1 – lettera d), del Dpr n. 380/2001, interventi effettuati su un immobile acquistato allo stato grezzo e per la costruzione e la ristrutturazione edilizia di un fabbricato rurale da
adibire ad abitazione principale del coltivatore diretto.

Condizioni per richiedere l’agevolazione del mutuo

Anche per questa tipologia di agevolazione sono richieste delle precise condizioni da rispettare. Nello specifico:

  • il mutuo deve essere stipulato nei 6 mesi antecedenti la data di inizio dei lavori di costruzione o nei 18 mesi successivi;
  • l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro 6 mesi dal termine dei lavori;
  • il contratto di mutuo deve essere stipulato dal soggetto che avrà il possesso dell’unità immobiliare a titolo di proprietà o di altro diritto reale.

 

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Smart City: che cosa sono le città intelligenti

Le Smart City (o città intelligenti) sono luoghi in cui le reti e i servizi tradizionali sono resi più efficienti con l’uso di soluzioni digitali a beneficio dei suoi abitanti e delle imprese (def. Commissione Europea). Concretamente si traduce in una città che gestisce le proprie risorse in maniera migliore mettendo in comunicazione le infrastrutture con gli abitanti attraverso l’uso delle nuove tecnologie, in particolare l’IoT (Internet Of Things), ovvero l’implementazione di dispositivi connessi ad internet negli spazi come semafori intelligenti, smart buildings e altri dispositivi.

Una città intelligente va oltre l’uso delle tecnologie digitali per un migliore utilizzo delle risorse e minori emissioni. Significa reti di trasporto urbano più intelligenti, impianti di approvvigionamento idrico e di smaltimento dei rifiuti migliorati e modi più efficienti per illuminare e riscaldare gli edifici. Significa anche un’amministrazione cittadina più interattiva e reattiva, spazi pubblici più sicuri e un migliore soddisfacimento delle esigenze della popolazione.

Le caratteristiche fondamentali della Smart City

Come dichiarato dall’Unione Europea, quando si parla di Smart Cities bisogna includere 6 dimensioni che ne rappresentano le caratteristiche fondanti:

  • Smart People – le persone (i cittadini) vanno coinvolti e resi partecipi. Si parla di processo decisionale bottom up (dal basso all’alto) e di politica partecipativa;
  • Smart Governance – l’amministrazione deve dare centralità al capitale umano, alle risorse ambientali, alle relazioni e ai beni della comunità;
  • Smart Economy – l’economia e il commercio urbano devono essere rivolti all’aumento della produttività e dell’occupazione all’interno della città attraverso l’innovazione tecnologica. Un’economia basata sulla partecipazione e sulla collaborazione e che punta su ricerca e innovazione;
  • Smart Living – il livello di comfort e benessere che deve essere garantito ai cittadini legato ad aspetti come la salute, l’educazione, la sicurezza, la cultura ecc. sono anch’essi di prioritaria importanza;
  • Smart Mobility – le soluzioni di mobilità intelligente, dall’e-mobility alla sharing mobility ad altre forme di mobility management, devono guardare a come diminuire i costi, diminuire l’impatto ambientale e ottimizzare il risparmio energetico;
  • Smart Environment – sviluppo sostenibile, basso impatto ambientale ed efficienza energetica sono aspetti prioritari della città del futuro.

 

Smart home e smart building

Le Smart city comprendono anche case intelligenti ed edifici intelligenti. Mentre nel primo caso assistiamo già a un maggiore utilizzo della domotica – pensiamo a dispositivi come Alexa – e riguardano soprattutto la sfera privata, nel caso degli smart building significa dotare gli edifici di strumenti e tecnologie in grado di facilitare l’utilizzo degli edifici stessi da parte del pubblico.

Secondo la definizione del Politecnico di Milano, si tratta di “un edificio i cui impianti sono gestiti in maniera intelligente ed automatizzata, attraverso un’infrastruttura di supervisione e controllo, per ottimizzare il consumo energetico, il comfort e la sicurezza degli occupanti, garantendone l’integrazione con il sistema elettrico”. Dunque l’efficientamento energetico è reso possibile da un sistema di sensori che, oltre a rilevare i parametri di tutti gli impianti, possono comunicare in maniera automatizzata e integrata tra di loro, attraverso un’infrastruttura software di supervisione e controllo connesso ad internet. Ciò si traduce in un maggiore risparmio energetico e in una pratica green di gestione delle risorse.

Le comunità energetiche rinnovabili

Le comunità energetiche sono associazioni tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali o piccole e medie imprese che decidono di unire le proprie forze per dotarsi di uno o più impianti condivisi per la produzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili. Questo significa, per esempio, che un condominio può installare un impianto fotovoltaico sul tetto e condividere l’energia prodotta tra tutti gli appartamenti che hanno scelto di far parte della comunità.

Di fatto si tratta di un importante passo avanti in direzione di uno scenario energetico basato sulla generazione distribuita, che favorirà lo sviluppo di energia a chilometro zero e di reti intelligenti, che nelle smart cities diventeranno sempre più diffuse.

L’importanza della smart city per l’Agenda 2030

L’Unione europea ha dedicato costanti sforzi all’elaborazione di una strategia per conseguire una crescita urbana “intelligente” per le sue città-regioni metropolitane sviluppando una serie di programmi nell’ambito dell’ “Agenda 2030”, che punta al rafforzamento dell’innovazione e degli investimenti nei servizi ICT (Information and Communications Technology) allo scopo di migliorare i servizi pubblici e la qualità della vita. La città sostenibile difatti costituisce il punto 11 dell’Agenda approvata dagli stati membri ONU, avendo come obiettivi:

  • Garantire alloggi adeguati e sicuri per tutti;
  • Garantire accesso al sistema dei trasporti in modo accessibile e sostenibile;
  • Potenziare gli sforzi per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale;
  • Ridurre l’impatto negativo ambientale pro-capite nelle città;
  • Supportare i positivi legami economici, sociali e ambientali tra aree urbane e periurbane.

A oggi più della metà della popolazione mondiale (4,2 miliardi di persone) vive e lavora nelle città, e secondo le previsioni arriverà al 60% entro il 2030. Le città incorporano infatti il motore delle economie locali e nazionali e rappresentano il fulcro del benessere: più dell’80 per cento delle attività produttive e di servizio è concentrato nei centri urbani.

Da qui l’origine dell’affermazione, riportata costantemente nei report degli organismi internazionali ingaggiati nella grande sfida dell’Agenda 2030, per cui “le città sono i luoghi dove si vince o si perde la battaglia della sostenibilità” e le smart cities costituiscono uno strumento efficace al raggiungimento di una qualità della vita migliore nei centri urbani.

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Riscaldamento condominiale: regole e novità del 2022

Cosa s’intende quando si parla di riscaldamento condominiale e quali sono le regole per il 2022/2023? Per quest’anno occorre rifarsi al Piano Riscaldamento 2022 del Ministero della Transizione Ecologica, che intende limitare i consumi energetici alla luce dei rincari del gas e della crisi delle forniture. Il piano di contenimento dei consumi di gas dovrà essere applicato agli edifici pubblici, ai condomini e alle abitazioni private e prevede limiti di temperature negli ambienti chiusi, riduzione oraria dell’accensione, nel rispetto delle fasce climatiche previste nel nostro paese. Il piano sarà approvato con un decreto ad hoc ed è possibile visionarlo qui.

Come funziona il riscaldamento centralizzato con contacalorie? 

Il primo argomento da trattare in tema di riscaldamento è legato alla centralizzazione degli impianti. A tal proposito, gli elementi come: la caldaia, le tubature, gli allacci di diramazione sono considerati per legge parti comuni del condominio e perciò seguono le normative relative alla gestione delle parti comuni.

In passato questo tipo di riscaldamento si attivava in tutto l’edificio per alcune ore stabilite in modo da mantenere una temperatura costante in tutti gli appartamenti e nessuno poteva modificare le modalità di funzionamento a proprio piacere.

Dal 2016, però, con una direttiva europea (2012/27/EU) le regole sono cambiate e il riscaldamento condominiale è regolato da apposite valvole termostatiche, da montare obbligatoriamente su tutti i termosifoni, per evitare di incorrere in salate sanzioni. Queste valvole permettono di poter modificare la temperatura del proprio appartamento in maniera autonoma e secondo le proprie esigenze, da parte di ogni singolo condomino.

L’accensione del contacalorie permette la verifica con precisione dei consumi dei singoli locali permettendo di pagare solo il consumo effettivo per unità.

Contabilizzatori, cosa sono e a cosa servono

Un ulteriore elemento da installare obbligatoriamente sui termosifoni degli appartamenti del condominio è il contabilizzatore. Ma cos’è e a cosa serve? Nonostante si chiami contabilizzatore, questo apparecchio non rileva effettivamente il calore prodotto dal termosifone, ma solo una stima in base alla differenza della temperatura del calorifero e quella della stanza.

Il funzionamento è più o meno questo: il contabilizzatore si attiva quando il termosifone raggiunge una temperatura di 23 gradi e la differenza di temperatura tra quest’ultimo e l’ambiente della stanza si aggira intorno a 4,5 gradi.

Due modelli di contabilizzatore:

  1. Contabilizzatore ad una sonda: più economico, non riesce a calcolare l’effettiva temperatura dell’ambiente esterno per questo la imposta di default a 20 gradi;
  2. Contabilizzatore a due sonde: più preciso, è in grado di verificare l’effettiva differenza di temperatura tra calorifero e ambiente in modo da programmare l’accensione.

Quando si accende il riscaldamento condominiale? Orari, date e regole:

È vero che ogni condomino può gestire la temperatura del proprio appartamento, ma vivendo in condominio, il riscaldamento è centralizzato e perciò l’accensione è soggetta alla legge nazionale (L. 10/1991 e D.P.R. 412/1993). Nel 2022 inoltre, è previsto un Piano Riscaldamento ad hoc per contingentare le spese relative al consumo energetico. 

Innanzitutto la legge stabilisce la temperatura massima entro cui regolare i termostati:

  • entro i 20 gradi in case private, scuole, uffici, con un margine di altri 2 gradi, perciò fino a 22 gradi;
  • fino a 18 gradi nei fabbricati industriali e artigianali.

La legge, infine, regolamenta l’accensione in base alle zone della nostra penisola e alle relative condizioni climatiche.

Il territorio può essere diviso in 6 zone e per ognuna è stabilita la durata massima di accensione dei riscaldamenti in base al fabbisogno termico delle diverse località.

Vediamo insieme la tabella di riferimento del 2022/2023, con già proiettato il piano di contenimento dei consumi di gas del 2022:

ZonaComuniDateOrari
ASud: Comuni di Lampedusa e Linosa, Porto EmpedocleDal 08/12 al 07/03
5 ore al giorno
BTirrenica (Sud e Isole): Province di Agrigento, Catania, Messina, Palermo, Siracusa, Trapani, Reggio Calabria e CrotoneDal 08/12 al 23/03
7 ore al giorno
CAdriatica: Province di Imperia, Latina, Bari, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Lecce, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari e TarantoDal 22/11 al 23/03
9 ore al giorno
DAppennini: Province di Genova, La Spezia, Savona; Forlì, Ancona, Ascoli Piceno, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Macerata, Massa Carrara, Pesaro, Pisa, Pistoia, Prato, Roma, Siena, Terni, Viterbo, Avellino, Caltanissetta, Chieti, Foggia, Isernia, Matera, Nuoro, Pescara, Teramo e Vibo ValentiaDal 08/11 al 07/04
11 ore al giorno
EPianura Padana: Province di Alessandria, Aosta, Asti; Bergamo, Biella, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Novara, Padova, Pavia, Sondrio, Torino, Varese, Verbania, Vercelli, Bologna, Bolzano, Ferrara, Gorizia, Modena, Parma, Piacenza, Pordenone, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza, Arezzo, Perugia, Frosinone, Rieti, Campobasso, Enna, L’Aquila e PotenzaDal 22/10 al 07/04
13 ore al giorno
FAlpi: Province di Cuneo, Belluno e TrentoNessun limite

Questi limiti possono essere superati in seguito a condizioni climatiche straordinarie per un massimo della metà di quella consentita.

A chi spetta, quindi, il compito di decidere se è il caso di cambiare le direttive?

È il sindaco a stabilire quando è possibile modificare il calendario o apportare modifiche agli orari.

Piano Riscaldamento 2022: cosa cambia

Il Piano Riscaldamento sarà attuato entro settembre 2022. Il piano prevede le seguenti regole in merito alla gestione del riscaldamento condominiale, pubblico e privato:

  • Termosifoni con 1° in meno: i termosifoni dovranno essere regolati sui 19°, invece che 20°;
  • Periodo di accensione: rimarrà valida la suddivisione del territorio in 6 zone climatiche ma l‘avvio degli impianti sarà ridotto di 15 giorni, con 8 giorni di posticipazione dell’accensione e 7 giorni di spegnimento anticipato rispetto alle regole generali. Verrà altresì diminuita di 1h l’accensione giornaliera. 

Per quanto riguarda i controlli da parte delle autorità, questi saranno effettuati su edifici pubblici, impianti condominiali, locali commerciali, attraverso il rilevamento dei dati giornalieri di consumo. Non sono previste sanzioni per chi non aderisce alle misure di risparmio energetico dettate dal governo.

Fasce climatiche secondo il Piano di Accensione 2022

Il piano 2022 prevede delle indicazioni in deroga alle normali regolamentazioni degli orari e periodi di accensione, nel rispetto delle 6 fasce o zone climatiche:

  • Zona A: massimo 5 ore al giorno dall’8 dicembre al 7 marzo;
  • Zona B: massimo 7 ore al giorno dall’8 dicembre al 23 marzo;
  • Zona C: massimo 9 ore al giorno dal 22 novembre al 23 marzo;
  • Zona D: massimo 11 ore al giorno dall’8 novembre al 7 aprile;
  • Zona E: massimo 13 ore al giorno dal 22 ottobre al 7 aprile;
  • Zona F: non sono previste limitazioni. 

I comportamenti virtuosi che influenzano le bollette

L’emergenza energetica e l’aumento delle spese per il gas dovranno essere affrontati con norme strutturali da parte dei Governi e degli enti sovranazionali, ma tutti noi possiamo mettere in pratica dei comportamenti virtuosi utili sia al contenimento delle spese che all’ambiente. Di seguito alcune azioni, a costo zero, da poter mettere subito in pratica:

  • riduzione della temperatura e della durata delle docce;
  • l’abbassamento del fuoco dopo l’ebollizione e la riduzione del tempo di accensione del forno;
  • l’utilizzo di lavastoviglie e lavatrice a pieno carico;
  • il distacco della spina di alimentazione della lavatrice quando non in funzione;
  • lo spegnimento o l’inserimento della funzione a basso consumo del frigorifero quando in vacanza;
  • non lasciare in stand by TV, decoder e altri elettrodomestici;
  • Accendere le luci solo quando necessario.

A questi possiamo aggiungere, laddove possibile, la sostituzione di vecchi elettrodomestici con nuovi a basso consumo. Stesso discorso per le lampadine, dove è meglio utilizzare quelle a LED. 

Spese condominiali riscaldamento

Dato che con l’introduzione delle valvole termostatiche ognuno può regolare la temperatura autonomamente, come funziona il pagamento delle spese condominiali riscaldamento?

Ogni condomino è chiamato a pagare secondo la seguente ripartizione:

  • una quota fissa calcolata sui millesimi termici dei metri quadrati dell’appartamento, oppure dei metri cubi, oppure in base alla potenza dei termosifoni installati;
  • una quota variabile in base all’effettivo consumo di energia. Generalmente si attesta tra i 50% e il 70% del totale.

L’accensione del riscaldamento condominiale centralizzato spetta, ovviamente, all’amministratore. La mancata accensione, di solito, è conseguente alla mancanza di fondi a causa di condomini morosi. In questo caso cosa prevede la legge? Sono previste delle sanzioni per la mancata accensione dei riscaldamenti?

Il regolamento condominiale prevede in questi casi di indire un’assemblea e trovare un accordo. Se la soluzione non si risolve e non viene colmata la mancanza di fondi condominiali, è bene procedere intentando una causa contro i condòmini morosi per la somma anticipata per loro conto.

Come staccarsi dal riscaldamento condominiale

Le domande che vengono poste più spesso quando si parla di riscaldamento condominiale sono: “ci si può staccare dall’impianto di riscaldamento condominiale e se sì, come? Il distacco di un condomino dal riscaldamento condominiale centralizzato è possibile in due casi:

  1. Se tutti i condòmini si dichiarano favorevoli a tale azione;
  2. Se non tutti i condòmini sono favorevoli, ma l’interessato dimostra che il distaccamento non provocherà danni collaterali come: un aumento dei costi di gestione, un danneggiamento dell’equilibrio termico dell’edificio o della funzionalità degli impianti.

Affinché l’operazione di distaccamento vada a buon fine è opportuno rivolgersi ad una ditta specializzata che provvederà ad indicare tempi e modalità di esecuzione. Mediamente il costo per il distacco va dai 4.000 ai 9.000 euro, a seconda dell’impianto scelto, mentre le tempistiche, tra sopralluogo e rilascio del certificato, possono variare tra i 10 e i 15 giorni.

L’ultima cosa che necessariamente bisogna sapere è che: il distaccamento non comporta l’annullamento delle spese di manutenzione straordinaria e di messa a norma degli impianti. I costi legati invece ai consumi non dovranno più essere corrisposti.

Riscaldamenti a Roma

Quando si accendono i riscaldamenti a Roma? Roma è compresa nella Zona D, insieme a Firenze, Genova e Pescare, che prevede l’accensione dei termosifoni e dei riscaldamenti centralizzati a partire dall’8 novembre 2022 e fino al 7 aprile 2023. Ai comuni appartenenti a questa Zona è permesso accendere i riscaldamenti per massimo 11 ore al giorno.

Questa regola è valida solo per i riscaldamenti centralizzati, presenti nei condomini ad esempio, e non per chi dispone di un riscaldamento autonomo. Date le temperature miti che spesso si registrano a Roma è molto probabile che i termosifoni non vengano accesi per tutte le 12 ore previste giornalmente. Mentre potrebbero verificarsi condizioni climatiche particolari, con freddo imprevisto: in quel caso è possibile accendere il riscaldamento anche fuori dai periodi di accensione della Zona D, ma per un massimo di 6 ore.

Accensione riscaldamenti a Milano

La stagione termica a Milano e in tutta la Lombardia va dal 22 ottobre al 7 aprile 2023. Milano rientra nella Zona climatica E, dove gli impianti centralizzati vengono accesi per un massimo di 13 ore al giorno, salvo particolari condizioni climatiche avverse. In questi casi si possono accendere i riscaldamenti anche fuori dalle fasce prestabilite per un massimo di 7 ore al giorno.

Le 5 cose da sapere sul riscaldamento condominiale:

  1. Le manopole di contabilizzazione del calore non devono essere azionate. Una volta effettuata l’installazione della valvola al calorifero, questa si attiverà automaticamente una volta accesa la caldaia;
  2. La temperatura dei caloriferi all’interno delle stanze di un’abitazione possono essere diverse. Grazie alle manopole di contabilizzazione infatti il condomino può decidere autonomamente a che livello fissare i caloriferi (da 0 a 5);
  3. Gli impianti di riscaldamento devono essere manutenuti periodicamente. Il compito di verificarne le condizioni e di contattare i tecnici spetta all’amministratore di condominio;
  4. Una volta spento l’impianto di riscaldamento posizionare tutte le manopole termostatiche in corrispondenza del valore di massima apertura (5). Questo permette di ridurre la formazione di sedimenti. Così facendo, non si andrà a compromettere il funzionamento dell’impianto quando la caldaia verrà riaccesa l’anno successivo;
  5. Verificare lo stato di isolamento della propria abitazione evita di incorrere in dispersioni di calore e quindi esporsi eccessivi di denaro.

I consigli per l’Amministratore

Svuotare l’impianto di riscaldamento centralizzato

Nei condomini può presentarsi l’esigenza di dover svuotare l’impianto di riscaldamento centralizzato per permettere a una o più unità abitative di eseguire dei lavori di ristrutturazione, manutenzione delle valvole, spostamento e/o sostituzione dei termosifoni.

Solitamente questo tipo di intervento viene effettuato alla fine della stagione termica della Zona di appartenenza del condominio. Ad intervenire è una ditta specializzata che dovrà svuotare l’impianto e riempirlo di nuovo al completamento degli interventi di manutenzione previsti.

Chi paga lo svuotamento dell’impianto di riscaldamento? La ripartizione delle spese dipende dalle esigenze condominiali e personali: se a dover intervenire è solo un condomino, o comunque alcuni condòmini, per esigenze personali, i costi saranno a loro imputanti. Il costo di svuotamento e successivo riempimento degli impianti può essere imputato a tutto il condominio se il lavoro è stato approvato in assemblea per lavori di manutenzione.

Gli esperti raccomandano di non effettuare troppo frequentemente l’operazione di svuotamento, perché l’attività potrebbe portare al deperimento dei materiali dell’impianto di riscaldamento.

 

 

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Superbonus 110%: come funziona, novità e proroghe

Il Superbonus 110% è una misura varata nel 2020 con il Decreto “Rilancio” volta ad incentivare l’efficientamento e la sicurezza degli immobili. Il bonus prevede la possibilità di effettuare i lavori a costo zero, grazie al meccanismo delle detrazioni fiscali, pari appunto al 110%, sulle spese effettuate. La proroga al Superbonus 110%, visto l’enorme successo, sarà confermata con la Legge di Bilancio 2022.

Superbonus 110% come funziona 

I cambiamenti climatici stanno spingendo le potenze mondiali verso un’economia moderna attenta all’ambiente e più efficiente per quanto riguarda lo sfruttamento delle risorse naturali. Il Decreto “Rilancio” è sia una reazione alla pandemia mondiale che ci ha colpiti nel 2020 sia una risposta a questa esigenza di transizione ecologica. In questo scenario di Green Deal Europeo si inserisce l’incentivo del Superbonus. Questo si articola in due tipologie di intervento:

  • Super Ecobonus: valido per i lavori di efficientamento energetico a tutela del suolo non urbanizzato e di bonifica, recupero e riqualificazione delle aree urbanizzate;
  • Super Sismabonus: valido per i lavori di adeguamento sismico su un patrimonio immobiliare italiano costituito da circa 7 milioni di costruzioni realizzate prima del 1971 e quindi non adeguate alla normativa sismica in vigore.  

Questi interventi permettono al richiedente di ottenere una detrazione del 110% sulle spese affrontate (per gli interventi ammissibili) nel periodo che va dal 1 luglio 2020 al 30 giugno 2022. Le detrazioni saranno ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali per il 2020 e 2021, e in quattro quote per il 2022. Per i condomini la scadenza si estende al 31 dicembre 2022 se sono stati completati almeno il 60% dei lavori al 30 giugno 2022.

Interventi ammessi al Superbonus 110%

Per poter utilizzare il Superbonus occorre attenersi a quanto espressamente previsto dalla normativa che lo disciplina. Se andiamo nel dettaglio, la normativa prevede che per poter usufruire della detrazione occorra effettuare almeno un intervento denominato “trainante“. Per intervento trainante si intende almeno uno o più tra i seguenti:

  1. interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo;
  2. interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto;
  3. interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici di cui al comma 5 e relativi sistemi di accumulo di cui al comma 6, ovvero con impianti di microcogenerazione.

Dopo aver eseguito almeno uno di questi interventi, il beneficiario potrà procedere anche all’esecuzione degli interventi chiamati “trainati”. Tra questi possiamo elencare:

  • Sostituzione infissi;
  • Schermature solari;
  • Installazione di impianti fotovoltaici;
  • Installazione dei sistemi di accumulo;
  • Installazione delle colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici;
  • Installazione degli impianti di domotica;
  • Eliminazione delle barriere architettoniche per le persone portatrici di handicap.

Requisito fondamentale affinché gli interventi siano ammissibili è il miglioramento di almeno 2 classi energetiche dell’edificio oggetto dei lavori o dell’unità immobiliare. In caso di lavori sulle singole unità immobiliari, se il Super Ecobonus è richiesto da persona fisica, i lavori possono eseguirsi su massimo 2 unità abitative. 

Come ottenere il Superbonus 110%

Possono beneficiare della misura condomìni, persone fisiche al di fuori dell’attività di impresa, Istituti autonomi case popolari (IACP), cooperative di abitazione a proprietà indivisa, organizzazioni non lucrative di utilità sociale, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociali, associazioni e società sportive dilettantistiche, persone fisiche che risiedono in edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate possedute da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche. Tuttavia imprenditori e professionisti possono sfruttare il bonus in qualità di condòmini per le spese sostenute sulle parti comuni del proprio condominio. 

Il soggetto beneficiario per ottenere il bonus e ristrutturare l’immobile gratuitamente può scegliere di procedere in due diverse modalità:

  • Con lo sconto in fattura: prevede che l’impresa esecutrice dei lavori applichi uno sconto del 100% sull’importo della fattura del beneficiario. L’impresa a sua volta riceverà un credito di imposta pari al 110% dell’ammontare dello sconto applicato, in cinque o quattro (2022) quote annuali di pari importo;  
  • Con la cessione del credito: se il beneficiario intende sostenere direttamente i costi può decidere di utilizzare direttamente il credito d’imposta per le proprie tasse o cedere il credito ricevuto a terzi, come gli istituti di credito ad esempio, ottenendo subito liquidità. 

La procedura di ottenimento del credito vede diverse fasi. Prima di tutto occorre incaricare un tecnico che valuterà quali interventi poter realizzare (ricordiamo che per il Super Ecobonus ci deve essere il miglioramento di almeno 2 classi energetiche) e successivamente incaricare una o più imprese che eseguiranno i lavori. La documentazione necessaria per poter procedere con la richiesta verrà fornita dal Comune. Terminati i lavori sarà necessario procedere con l’asseverazione che dovrà certificare la corretta esecuzione dei lavori e la congruità dei costi sostenuti. L’asseverazione dovrà pervenire all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Condomini: come accedere al Superbonus 110%

I condomini per poter accedere al bonus e ricevere lo sconto in fattura o la detrazione devono portare a termine questi sei passaggi fondamentali:

  1. Manifestazione di interesse: il condominio manifesta la volontà di accedere alla misura di riqualifica dell’immobile. Successivamente l’amministratore di condominio dovrà acquisire la documentazione necessaria da trasmettere a un tecnico che procederà all’accesso agli atti. 
  2. Progettazione preliminare: dopo aver acquisito i documenti il tecnico valuterà la conformità urbanistica ed edilizia del condominio e presenterà un preventivo con gli interventi da proporre. Insieme alla verifica urbanistica sarà necessaria quella fiscale, per poter accedere alla detrazione. Amministratore e condòmini valuteranno le proposte;
  3. Indagini: il tecnico incaricato e l’impresa scelta eseguiranno le indagini. Amministratore e condòmini procederanno alla rimozione e sanatoria di eventuali difformità;
  4. Progetto esecutivo: il tecnico predispone la documentazione per l’ottenimento dei titoli abitativi e definisce il progetto in maniera dettagliata per eseguire l’opera. Si occupa altresì della sicurezza. L’amministratore delegherà al tecnico la presentazione dei documenti e i condòmini dovranno approvare il progetto;
  5. Realizzazione: il tecnico controllerà la corretta esecuzione dei lavori da parte dell’impresa di costruzioni, che dovrà attenersi al progetto esecutivo;
  6. Asseverazioni: il tecnico redigerà le asseverazioni tecniche degli interventi tecnici (efficientamento e miglioramento sismico). Il fiscalista invece si occuperà delle asseverazioni fiscali per ottenere il bonus.

L’autorizzazione ai lavori condominiali del Superbonus viene rilasciata con l’approvazione della maggioranza di un terzo dei millesimi di proprietà dell’immobile intervenuto in assemblea. Allo stesso modo, anche la richiesta di un finanziamento, come la decisione di esercitare l’opzione dello sconto in fattura o della cessione del credito, è autorizzata con gli stessi quorum assembleari.

Decreto Antifrode Superbonus 110%

La sempre crescente richiesta delle agevolazioni previste nel Superbonus 110% ha generato diversi tentativi di truffa. Per questo l’attuale Governo ha approvato il  Decreto-legge 11 novembre 2021, n. 157 recante “Misure urgenti per il contrasto alle frodi nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche”. Tra le frodi più frequenti ci sono quelle relative a interventi non realizzati e ai prezzi gonfiati delle ditte incaricate dei lavori.

Il decreto-legge è composto da 5 articoli:

  • art. 1 – Misure di contrasto alle frodi in materia di detrazioni per lavori edilizi e cessioni dei crediti. Estensione dell’obbligo del visto di conformità e della congruità dei prezzi;
  • art. 2 – Misure di contrasto alle frodi in materia di cessioni dei crediti. Rafforzamento dei controlli preventivi;
  • art. 3 – Controlli dell’Agenzia delle entrate;
  • art. 4 – Clausola di invarianza finanziaria;
  • art. 5 – Entrata in vigore;

Contrasto alle frodi del Superbonus

L’Art. 1 disciplina le misure di contrasto alle frodi in materia di detrazioni e cessioni di crediti per lavori edilizi tramite l’estensione  dell’obbligo del visto di conformità anche nel caso in cui il superbonus al 110% venga utilizzato dal beneficiario in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi. L’obbligo per il visto di conformità viene inoltre esteso anche in caso di cessione del credito o sconto in fattura relativi alle detrazioni fiscali per lavori edilizi diversi da quelli che danno diritto al “superbonus al 110%”.

Congruità dei prezzi

Nel decreto viene anche arginato l’aumento dei prezzi di alcune categorie di beni, stabilendo dei valori massimi. 

Comunicazione telematica per Cessione del Credito e Sconto in fattura

In caso di cessione del credito o sconto in fattura il beneficiario del Superbonus dovrà inviare una comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate contenente l’avvenuta cessione del credito. A sua volta il cessionario del credito dovrà accettare la cessione su un’apposita piattaforma dell’Agenzia delle Entrate. I crediti possono essere ceduti più volte e anche per le successive cessioni sono obbligatori l’invio della comunicazione e la relativa accettazione.

In riferimento a quanto descritto, nell’Art. 2 del 157 dell’11 novembre 2021 troviamo “Misure di contrasto alle frodi in materia cessioni dei crediti. Rafforzamento dei controlli preventivi”  grazie al quale l’Agenzia delle entrate potrà sospendere, fino a trenta giorni, l’efficacia delle comunicazioni delle cessioni, anche successive alla prima, che presentano profili di rischio, per poter effettuare maggiori verifiche. L’Art. 2 inoltre circoscrive l’ambito di individuazione dei profili di rischio utilizzabili dall’Agenzia delle entrate ai fini del controllo preventivo.

L’attuazione di questa nuova procedura di controllo preventivo è demandata a uno o più provvedimenti attuativi del direttore dell’Agenzia delle entrate.

Controlli dell’Agenzia delle Entrate

La disposizione contenute nell’articolo 3 del provvedimento hanno lo scopo di disciplinare l’attività di accertamento e di recupero delle imposte, tributi, importi e contributi. Ai commi 1 e 2 si dispone, per lo svolgimento delle attività di controllo di competenza dell’Agenzia delle entrate, l’utilizzo dei poteri previsti in materia di imposte dirette e di IVA e dell’atto di recupero.

L’atto di recupero, oltre ad avere una funzione informativa dell’insorgenza del debito tributario, costituisce una manifestazione della volontà impositiva da parte dello Stato al pari degli avvisi di accertamento o di liquidazione. E’ inoltre previsto un termine di decadenza: entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è avvenuta la violazione.

Proroga del Superbonus 110%

Il superbonus 110%, è stato modificato dalla legge di bilancio 2022, la quale ha introdotto una proroga differenziata per condomini e ville unifamiliari. Da annotare che la scadenza non è più vincolata al tetto Isee.
Inoltre, all’interno del decreto aiuti, è prevista la proroga della scadenza del 30 giugno, che viene spostata al 30 settembre 2022 per le villette unifamiliari.

La proroga è però differenziata secondo i seguenti parametri:

  • Proroga al 2023 del superbonus 110 per i condomini e sugli edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate anche se di proprietà di persone fisiche;
  • Proroga fino al 2025 per condomini ed edifici composti da due a quattro unità immobiliari ma con un’aliquota decrescente: pari al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025;
  • Per gli immobili di proprietà delle cooperative, la scadenza del superbonus 110 viene allineata a quella degli ex IACP, ovvero il 31 dicembre 2023 sempre e quando alla data del 30 giugno 2023 sia stato effettuato il 60% dei lavori.
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PREMIO GIOVANE AMMINISTRATORE 2022: ecco il miglior amministratore di condominio under40 d’Italia

miglior amministratore condominio Italia

 É di Parma il miglior amministratore di condominio under40 d’Italia. Vito Palazzo ha vinto il Premio “Giovane Amministratore 2022”: il riconoscimento promosso da Condexo, l’azienda che ha sviluppato il software più innovativo per la gestione integrata del condominio. Si è dimostrato un autentico Building Manager, sviluppando un suo metodo smart di gestione dei condomini”, racconta l’addetto stampa Condexo.

Il miglior amministratore di condominio d’Italia 2022

premio amministratore di condominio Condexo
Attestato premio giovane amministratore – Vito Palazzo

Diverse le candidature presentate da amministratori e amministratrici, impegnati a dover esporre valide idee sull’evoluzione del condominio tradizionale e dimostrare best practice nella gestione “smart” dei propri condomini.

A vincere Vito Palazzo, classe ‘82 di Parma. “Per essersi posto come un autentico building manager, mostrandosi affascinato dalla sua professione e sviluppando un suo metodo di gestione smart, proiettando l’amministrazione condominiale sull’ottimizzazione di residenze e stabili”. Questa la motivazione della commissione di Condexo nel riconoscergli il premio.

Grande soddisfazione per Palazzo. “Ho lavorato per una multinazionale estera, ma ho deciso di cambiare vita nel 2018, intraprendendo la carriera di Amministratore per poter lavorare in proprio. Sono rimasto affascinato dalla professione – ha spiegato ricevendo il riconoscimento di Condexo – e ho imparato sul campo, prendendomi un anno per studiare la professione dall’estero. Ad oggi sono riuscito ad attivare in molti condomini dei sistemi di gestione “smart” degli immobili: ad esempio apertura dei cancelli via applicazione su smartphone, regolazione delle valvole del riscaldamento via app. Amministro anche condomini interamente realizzati in legno, ho a cuore la tematica della sostenibilità ambientale e dell’efficientamento energetico.” 

La consegna del Premio giovane amministratore: 12 mesi di gestionale Condexo gratis

A Palazzo è stato consegnato il primo premio nei giorni scorsi, un pacchetto del valore di 10mila euro:

  • 12 mesi di software gestionale Condexo, comprensivo di sito web condominiale, pec, backoffice e gestione contabilità;
  • 15 ore di mentoring sulla professione, corsi di formazione per l’acquisizione di nuove e necessarie skills;
  • una postazione di lavoro nel Wire Coworking Space, a Roma, per 12 mesi.

Il team Condexo ha da subito iniziato a lavorare con l’amministratore per l’importazione automatica dei suoi condomini e il set iniziale del gestionale. L’entusiasmo di Vito Palazzo è alle stelle, si dice “lusingato per essere stato scelto”.

Premio giovane amministratore, la classifica

Condexo ha assegnato altri due premi importantissimi dedicati agli amministratori di condominio smart. Si tratta del premio Golden Digital e del premio Golden Tech.

Il Premio “Golden Digital 2022”, assegnato a Simone Grattarola: l’amministratore di Alessandria si dimostra come un eccellente utilizzatore dei nuovi strumenti di comunicazione, con i quali proietta la gestione dei suoi condomini nel mondo digitale e dell’innovazione. Cura molto l’immagine sul web e sui social media, usa bacheche virtuali per i suoi condomini e svolge tutte le assemblee online.

Attestato Golden Digital – Simone Grattarola

Invece il Premio “Golden Tech 2022” di questa edizione va a Michele Rubino, classe ’86 di Cremona: l’amministratore si dimostra un vero e proprio innovatore, fiero del suo essere smart; promuove una gestione tecnologica dei condomini attraverso sistemi di managing aziendale.

Attestato Golden Tech – Michele Rubino

Ai due amministratori è stato consegnato il premio in palio: 12 mesi di gestionale per amministratori di condominio Condexo. Un sistema per la gestione intelligente dei condomini, attraverso cui potranno distinguersi e che li sosterrà nell’amministrazione smart degli stabili.

 

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Premio Giovane Amministratore: 10mila euro per il miglior amministratore di condominio under 40

Seconda edizione del contest promosso da Condexo, azienda che si occupa di gestione integrata del condominio, per incentivare formazione e avvio della professione

Aiutare i giovani amministratori di condominio ad avviare la propria professione attraverso l’utilizzo di strumenti digitali innovativi; sostenere la loro formazione offrendo mentoring e corsi dedicati all’acquisizione di nuove skills – dal web marketing al time management – tenuti da esperti e professionisti. E’ con questi scopi che Condexo, azienda nel mondo del propetch nata con l’obiettivo di semplificare la vita di amministratori, condomini e fornitori grazie ad un sistema integrato di gestione del condominio, promuove il Premio “Giovane Amministratore”, arrivato quest’anno alla sua seconda edizione. Il contest si svolgerà tra marzo e aprile 2022.

Un riconoscimento per l’amministratore di condominio under 40 che dimostri best practice nella gestione “smart” dei propri condomini, che abbia valide idee per accelerare l’evoluzione del condominio tradizionale in digitale e che sia un esempio di come la professione tradizionalmente intesa dell’amministratore di condominio stia sempre di più perfezionandosi verso quella del building manager.

In palio per il vincitore del contest ‘Giovane Amministratore’ promosso da Condexo, un premio dal valore di 10mila euro che comprende: 12 mesi di software Condexo a disposizione; 15 ore di mentoring sulla professione, corsi di formazione per l’acquisizione di nuove e necessarie skills; una postazione di lavoro nel Wire Coworking Space, a Roma, per 12 mesi.

Il premio “Giovane amministratore” è rivolto a chi è in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado e abbia frequentato un corso di formazione iniziale della durata di almeno 72 ore o sia in possesso di un attestato di partecipazione ad un corso di aggiornamento professionale per amministratore di condominio nell’anno 2021 e non abbia compiuto 40 (quaranta) anni alla data del 31.03.2022.

Per concorrere alla seconda edizione del premio Condexo “Giovane amministratore” il candidato dovrà redigere un elaborato scritto, di massimo sei pagine, sul seguente tema: “Le nuove sfide dell’amministratore di condominio tra strumenti digitali ed evoluzione della professione: dallo stampo tradizionale verso il ruolo di building manager. Il candidato illustri (in un massimo di sei pagine) i nuovi strumenti tecnologici dei quali si avvale per facilitare e rendere più efficiente la propria attività e come la figura degli amministratori di condominio, in particolare quelli delle nuove generazioni, è sempre più vicina a quella del building manager”.

L’elaborato dovrà essere inviato in formato PDF entro e non oltre le ore 23 del giorno 31/03/2022 esclusivamente a mezzo mail all’indirizzo: ufficiostampa@condexo.it. Per ulteriori dettagli si rimanda al Regolamento della seconda edizione del premio ‘Giovane Amministratore’.

Seconda edizione Premio ‘Giovane Amministratore’ – Regolamento

  1. Introduzione
    Condexo srl ha creato la seconda edizione del Premio ‘Giovane Amministratore’, rivolto agli amministratori di condominio under40, con lo scopo di sostenere la loro formazione e aiutarli nell’avvio della professione.
  2. Requisiti dei candidati
    Per concorrere alla seconda edizione del Premio ‘Giovane Amministratore’ promosso da Condexo e che si svolgerà tra febbraio e marzo 2022 è necessario possedere i seguenti requisiti:
    • essere in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado e avere frequentato un corso di formazione iniziale della durata di almeno 72 ore o essere in possesso di un attestato di partecipazione ad un corso di aggiornamento professionale per amministratore di condominio nell’anno 2021
    • non aver compiuto ancora 40 (quaranta) anni alla data del 31.03.2022.
  3. Modalità di partecipazione
    Per concorrere al “Premio Giovane Amministratore” promosso da Condexo srl il candidato dovrà redigere un elaborato sul tema indicato nel punto 4. L’elaborato, da massimo 6 (sei) pagine, dovrà essere inviato in formato PDF entro e non oltre le ore 23 del giorno 31/03/2022 esclusivamente a mezzo mail all’indirizzo ufficiostampa@condexo.it. La consegna potrà ritenersi compiuta esclusivamente nel momento in cui il candidato riceverà una mail di risposta a conferma della ricezione. Qualora la mail di conferma non dovesse pervenire entro 5 giorni, il candidato dovrà contattare telefonicamente la segreteria al numero +393334204141 per verificare la sussistenza di eventuali problemi tecnici.
  4. Titolo dell’elaborato
    Il tema scelto per la seconda edizione del Premio ‘Giovane Amministratore’ è il seguente: “Le nuove sfide dell’amministratore di condominio tra strumenti digitali ed evoluzione della professione: dallo stampo tradizionale verso il ruolo di building manager. Il candidato illustri, in un massimo di sei pagine, i nuovi strumenti tecnologici dei quali si avvale per facilitare e rendere più efficiente la propria attività e come la figura degli amministratori di condominio, in particolare quelli delle nuove generazioni, sia sempre più vicina a quella del building manager
  5. Ammontare del premio
    Il premio per la seconda edizione del contest ‘Giovane Amministratore’ messo in palio da Condexo è del valore di 10mila euro e comprende: 12 mesi di software Condexo a disposizione; 15 ore di mentoring dedicata su professione e nuove skills; una postazione desk nel Wire Coworking Space (Ex Mulini Biondi – via Baccio Baldini, 12 – Roma) per 12 mesi.
  6. Criteri di valutazione
    Gli elaborati saranno letti e valutati da una commissione appositamente costituita, sulla base di diversi criteri di analisi. Saranno valutate, in particolare, la completezza espositiva e l’originalità delle idee proposte. Si specifica che sarà elemento di valutazione positiva la capacità del candidato di esporre le esperienze nell’ambito del condominio maturate nell’esercizio della professione. Il giudizio della commissione è insindacabile e non dovrà essere motivato.
  7. Accettazione del Regolamento
    La presentazione della candidatura implica l’accettazione del Regolamento della seconda edizione del Premio ‘Giovane Amministratore’.

Premio Giovane Amministratore 2020, tutto sulla prima edizione